La Pia Casa ai tempi del direttore Carlo Tagliabue (1923-1946)

Inaugurazione: Sabato 12 settembre, ore 18.00
Istituto Golgi – Corso San Martino 2, Abbiategrasso

La mostra sarà aperta dal 13 al 27 settembre con i seguenti orari:
Martedì e Venerdì: 10.00 – 12.00
Mercoledì e Giovedì: 16.00 – 19.00
Sabato e Domenica: 10.00 – 12.00 / 16.00 – 19.00
Tutti i Lunedì e Giovedì 24: chiuso

I suggestivi ambienti dell’Antica Farmacia della Pia Casa di Abbiategrasso, il cui ingresso si affaccia sul chiostro medievale dell’ex monastero di Santa Chiara, oggi parte dell’Istituto Geriatrico Camillo Golgi, accolgono una mostra ricca di spunti. Attraverso fotografie, cartoline, documenti, paramenti sacri e arredi liturgici della chiesa della Pia Casa, libri, ritagli di stampa e altri materiali generosamente messi a disposizione da collezionisti appassionati di storia e tradizioni locali, l’ASP Golgi-Redaelli in collaborazione con l’Associazione Obiettivo sul mondo intende riproporre al pubblico la figura di Carlo Tagliabue (1888-1961) direttore della Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso tra le due Guerre. Le molteplici preziose cartoline illustrate esposte in mostra restituiscono il volto dell’antica Abbiategrasso, dei suoi abitanti e delle loro attività quotiodiane.

Una novità assoluta è rappresentata da una serie di immagini fotografiche eseguite negli anni Venti dallo Studio Zani di Milano per iniziativa dello stesso Tagliabue – raffiguranti le innovazioni sperimentali da lui introdotte nella risicoltura e nella piscicoltura in risaia – montate su cartoncini corredati da didascalie d’epoca. La collezione, un vero e proprio reportage ragionato, articolato in diciassette pannelli in cartone recanti più di un’immagine, era chiaramente finalizzata a una esposizione con scopi promozionali.

Foto_Tagliabue

Durante il periodo più che ventennale della sua direzione, Tagliabue diede un ulteriore impulso all’attività lavorativa dei ricoverati della Pia Casa, valorizzando le attitudini di ciascuno. Accanto alle occupazioni tradizionali alle quali erano addetti gli ospiti “abili” al lavoro (produzione di cartonaggi e di stuzzicadenti, tessitura, sartoria e calzoleria), vennero allora ad aggiungersi quelle legate all’azienda agricola dell’Istituto, presso i poderi Pulice, Pellizzera e l’ortaglia dell’Annunciata. A questo proposito si rivelarono estremamente preziose le conoscenze agronomiche di Tagliabue, appartenente a un’antica famiglia di esperti fittabili operanti alla Cascina Fiorentina presso Morimondo. Dall’allevamento di bovini, sceltissimi, si otteneva latte che serviva sia al consumo interno dell’Istituto sia alla vendita.