L’Ecc.ma Casa Archinta”: la famiglia e la sua dimora nella contrada dell’Olmetto
Esposizione di documenti e materiali sul tema*

Sabato 19 settembre, ore 10-19
Palazzo Archinto, via Olmetto 6, Milano

Dalle ore 10.00 alle ore 19.00 saranno liberamente visitabili i cortili di Palazzo Archinto.

Alle ore 15.30 la storica dell’arte Lara Barbieri condurrà visite guidate** al Palazzo, compresa la Quadreria dei Benefattori situata al primo piano e la terrazza settecentesca coperta dal glicine più antico di Milano.

Alle ore 17.00 nella Sala Consiglio di Palazzo Archinto l’arch. Alessandra Kluzer terrà una conferenza sul tema “L’Ecc.ma Casa Archinta”: la famiglia e la sua dimora nella contrada dell’Olmetto, seguita alle ore 18.15 da letture drammatizzate di documenti d’archivio a cura delle attrici Valentina Papis e Benedetta Brambilla.

  Veduta di Palazzo Archinto all'angolo con via Piatti in una foto del 1934   Il cortile di Palazzo Archinto intorno al 1920   Veduta dei cortili di Palazzo Archinto in una foto del 1934
  Palazzo Archinto dopo i bombardamenti dell'agosto 1943 Giambattista Tiepolo, <em>Il trionfo delle Arti e delle Scienze</em>, 1731, particolare. Affresco distrutto Progetto dell'arch. Luigi Dodi per la ricostruzione di Palazzo Archinto e della Sede Centrale dell'Eca: veduta prospettica

Palazzo Archinto, attuale sede centrale dell’ASP Golgi-Redaelli in via Olmetto 6 a Milano, è stata dimora di una delle più prestigiose famiglie dell’aristocrazia lombarda, quella dei conti Archinto. L’edificio, già menzionato in documenti quattrocenteschi e appartenuto ai Del Conte e ai Visconti, nella prima metà del Settecento fu riformato da Carlo Archinto, che lo trasformò in una sontuosa dimora, adeguandola alle rinnovate istanze architettoniche. Gli ambienti interni, che ospitavano una ricca collezione e una non meno preziosa biblioteca, furono decorati con affreschi eseguiti da Gian Battista Tiepolo e dai suoi collaboratori, con sopraporte di Alessandro Magnasco; un giardino all’italiana, segreto e appartato, era racchiuso al centro del complesso, che si estendeva tra le attuali vie Olmetto e Piatti. Ceduto in seguito a privati, nel 1853 l’edificio fu acquistato dall’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri che lo destinò a sede dei propri uffici, apportando altri mutamenti. Gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei del 1943, Palazzo Archinto è stato ricostruito su progetto dell’architetto Luigi Dodi tra il 1955 e il 1967, conservando alcune parti originali.

Alessandra Kluzer, storica dell’architettura e docente presso il Politecnico di Milano, illustrerà, sulla scorta dei documenti d’archivio, le plurisecolari vicende di Palazzo Archinto, inscindibilmente legate a quelle dei suoi proprietari, in un incontro che si svolgerà nella Sala Consiglio dell’ASP Golgi-Redaelli, dove si conserva una delle due sole testimonianze pittoriche originali dell’edificio, l’affresco strappato raffigurante il Tempo che scopre la Verità, attribuito a Vittorio Bigari collaboratore di Tiepolo.

L’incontro sarà accompagnato da momenti di intrattenimento teatrale: le attrici Valentina Papis e Benedetta Brambilla accoglieranno e accompagneranno il pubblico, dando voce e gesti ad alcuni degli straordinari personaggi storici coinvolti con le vicende della dimora.


 

* la mostra rimarrà aperta al pubblico fino a giovedì 1 ottobre, in orari d’ufficio:
– da lunedì a giovedì: ore 9-12.30 e ore 14.30-16
– venerdì: ore 9-12.30

** la visita guidata prevede un’offerta minima di 5 euro.
Per informazioni:
telefonare al n. 0272518271 o mandare una mail a beniculturali@golgiredaelli.it

Si ringraziano i volontari di Archeion per la generosa collaborazione, la Società Agricola Italiana e Viridea per l’ornamento floreale dei cortili.