Visita_Palazzo Archinto_24 ottobre_def

Palazzo Archinto e la sua Quadreria
Ultimo appuntamento del ciclo di visite guidate “Andar per porte. I Luoghi Pii Elemosinieri nella memoria di Milano”.
Visita guidata a cura della storica dell’arte Lara Barbieri.

Sabato 24 ottobre, ore 10
ritrovo presso Palazzo Archinto, via Olmetto 6, Milano

Un colpo d’occhio rivela l’andamento “a sghimbescio” delle colonne nel cortile principale di Palazzo Archinto, un espediente architettonico sofisticato che preludeva ad un ampio giardino aperto nel fondale. Nella Milano che nasconde dentro i suoi cortili sprazzi rigogliosi di verde e indaco, un glicine secolare, uno tra i più antichi della città, fa da cornice alla balaustra e alle arcate del settecentesco palazzo, un tempo dimora della nobile casata, ora sede dell’ASP Golgi-Redaelli.

Nello stemma dell’ente è tracciata la storia e l’eredità raccolta nei secoli: quella dei quaranta luoghi pii elemosinieri, sorti già in epoca medievale con finalità di assistenza ai bisognosi e ai miseri, riuniti nel Settecento nei cinque maggiori: Carità, Divinità, Misericordia, Loreto, Quattro Marie.

Oltre ad un consistente patrimonio documentario, questi pia loca e gli enti che ad essi sono succeduti hanno lasciato anche una collezione di opere d’arte: dipinti, sculture e busti celebrativi.

Il percorso si snoda nelle sale al piano terreno e al primo piano dell’edificio – un tempo impreziosite dagli affreschi del Tiepolo e del bolognese Vittorio Maria Bigari – per riscoprirne il tesoro nascosto: dai dipinti che ornavano gli altari delle cappelle cittadine e suburbane dei luoghi pii, come la Pietà di Ercole Procaccini per l’oratorio delle Quattro Marie o la Madonna con Bambino e i santi Carlo e Lorenzo di Giovanni Battista Sassi dall’oratorio di Cantalupo (San Giuliano Milanese); alle opere legate alla devozione privata, tra cui un bellissimo San Giovannino di Giuseppe Vermiglio; fino ai ritratti dei benefattori che costituiscono il nucleo più consistente della Quadreria.

Una densa sequenza di sguardi attenti e benevoli di uomini e donne che, dalla fine del Seicento agli albori del XX secolo, hanno continuato l’opera di sostentamento delle classi più povere e, la cui effigie, pertanto, oltre al loro aspetto, ne tramanda anche la memoria.


La prenotazione è obbligatoria (posti limitati): offerta minima 7 euro.

Per informazioni e prenotazioni contattare la segreteria del Servizio Archivio e Beni Culturali dell’ASP Golgi-Redaelli
(tel. 02.72518271 – email: beniculturali@golgiredaelli.it).