Expo_patrocinio e collaborazione verticale 28 maggio 2015 I “segni”: cinquecento anni di pane e vino con le tessere della carità milanese
Leopoldo Pozzi

Giovedì 28 maggio, ore 15,30
Università Popolare di Milano, Via Terraggio 1

Nella seconda metà del Settecento a Milano erano oltre 200 le istituzione benefiche che, con modalità diverse, erogavano sussidi agli strati più indigenti della popolazione cittadina.

Nate a partire dagli inizi del Trecento, erano chiamate in vari modi: domus, consortium, universitas, officium, societas, confraternitas, schola, hospitale. Questi sodalizi erano composti nella stragrande maggioranza da laici – buoni cristiani appartenenti a tutti i ceti sociali – che erano tenuti a rispettare una “regola” e a versare contributi periodici per le finalità dell’associazione di cui facevano parte.

Molte istituzioni erano accomunate sotto il titolo di “luoghi pii elemosinieri”, anche se – al termine di un processo di riforma iniziato nel 1784 per volontà dell’Imperatore Giuseppe II – furono solo 40 gli enti che nel 1801 confluirono nel Capitolo Centrale dei Luoghi Pii Elemosinieri, di cui l’ASP Golgi-Redaelli di Milano è erede diretto.

La quasi totalità dei beni che andò a formare il vastissimo patrimonio dei luoghi pii elemosinieri derivò dai lasciti testamentari di tanti “buoni cristiani”. Le quote versate dagli associati e i proventi del patrimonio erano destinati in parte a sussidi a confratelli bisognosi e alle funzioni religiose, in parte in beneficenze di carattere pubblico ai poveri della città. Le elemosine – intese sempre come frutto di un patrimonio inalienabile e dunque perpetue – erano costituite a volte da denaro ma principalmente da pane di frumento o di mistura, vino, riso, ceci, legna da ardere e sale, ma anche coperte o panno di lana. La distribuzione delle elemosine era solitamente fatta in forma molto evidente e manifesta, con la consegna di “buoni di prelievo”, costituiti quasi sempre da tessere metalliche, chiamati segni. L’elemosina sotto l’aspetto dei segni veniva distribuita pubblicamente e anche con particolari cerimoniali, ma sempre a persone ben conosciute e di cui si riconosceva lo stato di necessità e il diritto a riceverla.

La conferenza che si terrà presso l’Università Popolare di via Terraggio insisterà maggiormente sui luoghi pii che avevano sede nel sestiere di Porta Vercellina, con un percorso che inizierà dallo Scurolo di Sant’Ambrogio e proseguirà illustrando il Luogo pio della Pagnottella, l’Ospedale di San Giacomo dei Pellegrini, la Scuola dell’Immacolata Concezione in San Francesco Grande, il Consorzio dell’Umiltà e il Luogo pio Melzi, con solo un accenno ai cinque maggiori luoghi pii (Quattro Marie, Misericordia, Divinità, Carità e Loreto).