Opera pia pei Derelitti e Orfani (1875 – 1998)

Con testamento del 24 novembre 1873, Luigi Manganoni (Besate 1812 – Milano 1874) nominò erede universale la Congregazione di Carità di Milano, affinché “abbia ad istituire una nuova opera pia a vantaggio dei fanciulli derelitti”. Egli fece inoltre espressa richiesta che il patrimonio “lasciato per questa pia istituzione debba rimanere affatto distinto dagli altri enti amministrati dalla stessa Congregazione e siano separati i conti da presentarsi annualmente all’autorità tutoria”. La sostanza lasciata da Manganoni era costituita da circa 390.000 lire e dal podere Cassinazza (detto anche Bruciata), situato nei territori di Castelletto Mendosio, frazione di Abbiategrasso, e di Vermezzo.
La Congregazione decise di unire al legato Manganoni i redditi pervenuti attraverso il legato disposto da Giuseppe Greppi (1854) e le donazioni effettuate da Ercole Parravicini (1866), Teresa Berra vedova Kramer (1873) e dai fratelli Emanuele, Giuseppe e Sabino Leonino (1875) a favore dei fanciulli derelitti. Venne inoltre aggregato il legato Francesco Mainoni (1843) a beneficio degli orfani di padre, da cui la definitiva denominazione di Opera pia pei Derelitti e Orfani.
L’opera pia fu eretta in corpo morale con R.D. del 17 giugno 1875; con R.D. dell’8 dicembre 1878 ne fu approvato lo statuto organico. Scopo dell’istituzione benefica era “concorrere nel collocamento dei fanciulli derelitti d’ambo i sessi dimoranti in Milano ed appartenenti alla città stessa per nascita o per ultimo non interrotto decennale domicilio del padre”. Essa si rivolgeva a ragazzi di età compresa tra i sette e i quindici anni e privi di parenti tenuti per legge ad averne cura. Era tuttavia facoltà della Congregazione di Carità protrarre l’assistenza fino ai diciotto anni e, in casi eccezionali, anche oltre. Per verificare i requisiti dei derelitti da assistere, presso la Congregazione di Carità fu designato un Comitato pei derelitti formato di 12 componenti scelti tra i delegati di beneficenza dell’Ente.
A partire dagli ultimi anni del XIX secolo, anche in attuazione della legge Crispi del 1890 che riconobbe l’assistenza dei derelitti tra i compiti principali delle Congregazioni di Carità, l’ente affiancò all’azione dell’Opera pia pei Derelitti e Orfani – circoscritta agli obblighi statutari e alla capienza dei redditi – altre iniziative in favore dei minorenni abbandonati, in larga parte a spese dell’opera pia Luoghi Pii Elemosinieri: la più rilevante e costosa fu l’avvio e la gestione, dal 1902 al 1967, dell’Istituto Derelitti, che a differenza dell’omonima Opera pia non ebbe mai riconoscimento giuridico.
Anche dopo la chiusura dell’Istituto nel 1967, l’Eca continuò a esercitare la sua attività istituzionale a favore dei minori, attingendo in parte alle rendite dell’Opera pia Derelitti. Dopo la soppressione dell’Eca e il passaggio al Comune delle competenze relative all’assistenza ai minori (1978), l’opera pia pei Derelitti e Orfani sopravvisse solo sul piano giuridico e di bilancio, finché il Collegio commissariale delle Ipab ne dispose la fusione per incorporazione nell’opera pia Luoghi Pii Elemosinieri, fusione approvata dalla Giunta Regionale il 6 febbraio 1998.

(da Guida dell’Archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri di Milano, pp. 355-356)