Da ormai un quarto di secolo l’ente ha investito risorse ed energie nella tutela, nello studio e  nella valorizzazione del proprio composito patrimonio culturale, affidato alle cure del Servizio Archivio e Beni Culturali presso cui, insieme al direttore e al suo vice, operano di volta in volta collaboratori afferenti a dìverse discipline, tra cui archivisti, storici dell’arte, dell’architettura e della fotografia, ma anche esperti di didattica.

Oltre a promuovere la salvaguardia e la conoscenza dei propri beni attraverso restauri, prestiti a mostre e depositi museali, l’ASP Golgi-Redaelli li rende disponibili in modo permanente agli studiosi nella sala di consultazione ospitata nella prestigiosa sede centrale dell’ente in via Olmetto 6: Palazzo Archinto, che conserva ancora in parte la fisionomia barocca settecentesca voluta da Carlo Archinto.

Una parte fondamentale, in questa opera di divulgazione e di apertura nei confronti della città, è rappresentata dalla serie di pubblicazioni illustrate promosse dall’ente, tra cui si ricordano Il tesoro dei poveri (2001), dedicato al patrimonio artistico, Milano. Radici e luoghi della carità (2008) incentrato sulla storia degli antichi Luoghi Pii Elemosinieri, la Guida dell’Archivio (2012), e Il paese dell’acqua (2013), che prende in considerazione i beni rurali rappresentati dalle antiche cascine e i temi connessi di storia dell’agricoltura e della società.

L’ASP Golgi-Redaelli fa conoscere al pubblico il suo patrimonio culturale in maniera diretta e coinvolgente attraverso le attività con le scuole di ogni ordine e grado, svolte nell’ambito del Laboratorio di didattica L’Officina dello storico, ideato dall’Ente in collaborazione con l’associazione IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e l’Ufficio Scolastico Regionale. Sotto la guida di archivisti esperti e degli insegnanti, gli studenti vengono a contatto con i temi dell’assistenza e della storia in generale “toccando con mano” nel vero senso della parola gli antichi documenti con le loro peculiarità.