Gli amministratori: XIX – XX secolo



Bernardo Locati Bernardo Locati (1818-1876) con testamento del 1° giugno 1873 nominò erede universale la Congregazione di Carità (di cui era stato delegato), lasciando un patrimonio di oltre 82.000 lire con l’obbligo di devolverne la rendita in doti.
 
Ignazio Prinetti Ignazio Prinetti (1814-1867) partecipò attivamente alle vicende risorgimentali. Nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1860, fu Presidente della Congregazione di Carità dal 1862 al 1867.
 
Carlo D'Adda Carlo D’Adda (1816-1900) finanziò largamente la causa risorgimentale, insieme al fratello maggiore Giovanni, con cui condivideva gli ideali patriottici. Allontanatosi da Milano dopo i moti del 1848, vi fece ritorno nel 1850, facendo della propria casa uno dei centri più attivi di resistenza anti-austriaca, coadiuvato in questo dalla moglie, Maria Falcò Valcarcel Pio di Savoia. Nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1860, fu Presidente della Congregazione di Carità dal 1868 al 1886.
 
Natale Zucchi Natale Zucchi (1844-1903), laureato in legge a Pavia, esercitò la professione di avvocato, affiancandovi ruoli in ambito pubblico e in seno all’amministrazione di numerose istituzioni assistenziali milanese. Delegato e poi consigliere della Congregazione di Carità di Milano, ne fu Presidente dal gennaio 1899 al mese di marzo 1900.
 
Giuseppe Merlo Giuseppe Merlo (morto nel 1919 a 88 anni) entrò alle dipendenze della Congregazione di Carità nel 1865. Dal 1869 gli vennero affidati l’impianto e la direzione del Ricovero di Mendicità, ricevendo alti riconoscimenti anche dalla Giunta Municipale per gli sforzi profusi nel rendere più funzionale la sede dell’ospizio nei locali dell’antico monastero di San Marco. Con testamento del 15 ottobre 1915 lasciò in eredità alla Congregazione di Carità tutti i terreni a case di sua proprietà a Novate Milanese per complessive 237 pertiche.
 
Antonio Limonta

Monsignor Antonio Limonta (1843-1921), figura di spicco nella Curia ambrosiana, ricoprì per circa un ventennio la carica di membro della Congregazione di Carità. Il 17 dicembre 1912 donò all’Ente otto cartelle di rendita italiana per il valore complessivo di 55.000 lire, al fine di aumentare gli assegni erogati a poveri di condizione civile.

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Emanuele Greppi Il conte Emanuele Greppi (1853-1931), discendente dalla nota famiglia di finanzieri lombardi, accanto a un’intensa attività politica (fu deputato, senatore, sindaco di Milano) coltivò anche profondi interessi culturali ricoprendo la carica di presidente della Società Storica Lombarda. Nel suo testamento del 16 agosto 1930 beneficò la Congregazione di Carità, di cui era stato presidente tra il 1924 e il 1928, con il legato di una proprietà terriera in Porta Vigentina a Milano.

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