Ercole Stagnoli (1762 – 1826)

Lettera di Giorgio Manzi all’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri, con la quale comunica la morte del collega Ercole Stagnoli, 28 giugno 1826

Ercole Giuseppe Stagnoli intraprese la carriera di ingegnere, contrariamente alla tradizione di famiglia, consolidata da due generazioni, che lo avrebbe voluto “speziale”. Ultimo dei tre figli di Felice Stagnoli e Francesca Marianna del Conte, nacque a Milano il 9 ottobre 1762, dopo la sorella Marianna (1745) e il fratello Giulio, nato il 28 gennaio 1761.
Il nonno paterno, Pietro Antonio, era stato Maestro del Collegio degli speziali di Milano dal 1716 e aveva continuato a esercitare “l’arte farmaceutica avendo coperta per ben due volte la carica di Abate di quel venerando Collegio”. Insigne speziale fu anche il padre di Ercole, Felice, che fu membro del Collegio dal 1739. Anche Felice ricoprì la carica di Abate e in seguito venne “onorato dal Reale Governo, dell’incombenza particolare di Visitatore e Commissario Generale per la Farmacia in tutto lo Stato di Milano”.
Non sono noti i motivi della diversa scelta professionale di Ercole, certo è che, i risultati ottenuti negli studi specifici richiesti, la confermarono positivamente.
La formazione di Ercole si focalizzò sull’apprendimento della geometria, dell’algebra, della fisica, oltre che sullo studio di architettura, meccanica e idraulica; frequentò con diligenza i corsi tra il 1781 e il 1782 presso “l’Università di Brera”, sostenendo con piena soddisfazione i relativi esami.
Acquisite con successo le fondamentali basi teoriche, Ercole presentò domanda di ammissione al Collegio degli ingegneri e architetti di Milano per poter intraprendere la “militazione”: con tutte le carte in regola – garantita dalla famiglia di Ercole anche la rendita patrimoniale minima di cui doveva essere dotato ogni aspirante ingegnere – il nostro candidato iniziò il suo tirocinio pratico il 27 dicembre 1782.
La “militazione” di Ercole si svolse in principio presso lo studio dell’ingegnere collegiato Antonio Maria Fontana, per poi concludersi, nel 1785, nello studio di Cesare Quarantini.
Il talento e gli ottimi risultati ottenuti da Ercole nei quattro anni obbligatori di apprendistato, sono testimoniati dalle parole di lode scritte negli attestati rilasciati dai due ingegneri e presentati dall’apprendista al Collegio per essere ammesso agli esami finali di agrimensore e ingegnere.
Il 28 dicembre 1786, dopo aver sostenuto le prove teoriche e pratiche previste dal Regolamento del Collegio, Ercole venne nominato ingegnere e agrimensore collegiato. La commissione esaminatrice rimase pienamente soddisfatta delle risposte del candidato Stagnoli: “le giudiziose risoluzioni de’ problemi proposti nelle diverse facoltà al Petente, le fondate ragioni, onde furono accompagnate, e la sagace destrezza dimostrata negli esperimenti rurali, dandoci prove non dubbie della abilità del predetto Signor Ercole Giuseppe Stagnoli all’esercizio della da lui abbracciata professione di ingegnere e architetto, sono i motivi che ci muovono ad implorargli dall’Eccellenza vostra [il Collegio] la correlativa Patente”.
Non si hanno notizie sulle prime esperienze di lavoro di Ercole; lo ritroviamo infatti solo nel 1793, al servizio del Luogo Pio della Misericordia, per il quale si impegnò a “prestarsi in tutto ciò ch’è di sua professione pel buon servigio, e vantaggio del Luogo Pio”, eseguendo direttamente gli ordini del Signor Priore” “o delli Signori Provinciali”.
Avendo conquistato una certa stabilità professionale, Ercole mise anche su famiglia; il 24 luglio 1798 sposò Giuseppa Maria Gira, che, pochi mesi dopo, il 25 dicembre, diede alla luce Giovanna Alessandrina.
Nel 1801, quando fu creata un’unica amministrazione per i principali Luoghi pii elemosinieri, Ercole venne scelto come ingegnere della nuova istituzione, in particolare addetto alla cura delle proprietà terriere dei Luoghi pii della Misericordia e della Carità; mentre il collega Gaetano Ratti, riceveva l’incarico della cura dei beni di Loreto, Quattro Marie e Divinità. Ercole fu riconfermato nel suo ruolo anche in seguito alle riforme napoleoniche degli enti assistenziali, le quali videro l’istituzione di una Congregazione di Carità, ripartita in tre sezioni, una per ciascun settore assistenziale: ospedali, orfanotrofi e Pio Albergo Trivulzio, beneficenza ai poveri già amministrata dal Capitolo centrale dei Luoghi pii elemosinieri e Monte di Pietà.
Nel 1808 fu nominato dal Ministero dell’Interno ingegnere della Sezione III della Congregazione di carità. Le “incombenze” che Ercole si trovò a svolgere per la nuova istituzione comportarono con ogni probabilità un aumento del carico di lavoro: venne infatti ampliata la giurisdizione di sua competenza a tutti i possedimenti dei concentrati Luoghi pii, dovette anche affrontare, con i colleghi delle altre sezioni, questioni di coordinamento e organizzazione del Servizio e di rapporti con l’Amministrazione centrale. Nella gestione dei possedimenti l’ingegnere veniva, come in passato, coadiuvato dagli agenti sul territorio: Camillo Vergani, Antonio e Giuseppe Canevari, Domenico Biraghi, Giosuè Usuelli e Giovanni Castiglioni si alternarono nel servizio fino alla soppressione della Congregazione di Carità.
Secondo il “Piano di organizzazione” del 1807 gli ingegneri responsabili delle sezioni avevano l’obbligo di “servire in tutto ciò che possano aver bisogno i pii stabilimenti, sia per pareri, sia per visite o qualunque altra operazione, e sono pure obbligati d’intervenire alle sedute delle sezioni. Hanno un soldo fisso, oltre il prodotto a loro favore di quelle operazioni, che sono a carico delle parti contrattanti colli pii Stabilimenti”.
In seguito, nel 1816, Ercole venne nominato dall’Imperial regio governo Delegato alla ricognizione dei Navigli e di tutti i canali comunali. Divenne inoltre rappresentante della Congregazione nel “Congresso degli interessati contribuenti alle spese del cavo Redefossi”.
Stagnoli rimase in carica fino alla soppressione della Congregazione di Carità napoleonica (1825), spegnendosi poco dopo, il 26 giugno 1826. Fu l’ingegnere Giorgio Manzi ad annunciare la morte del collega all’Amministrazione dei Luoghi pii: “Compreso il cuore di dolore, spiacemi dover io chiamar a parte del mio cordoglio questa distinta Amministrazione, porgendole la triste notizia che ieri giorno 27 corrente giugno, alle 3 e mezzo pomeridiane venne tolto a’ vivi l’Egregio Ingegnere Ercole Stagnoli che disimpegnava già da tanti anni l’onorevole incarico d’ingegnere d’Ufficio presso codesta illustre amministrazione. Trovami obbligato a comunicare tale infausto annunzio, sì a compimento di mio dovere, qual incaricato per le incombenze d’Ingegnere presso codesto Ufficio; quanto anche a nome della di lui vedova e figlia”.

(testo di Paola Bianchi)