Luigi Flumiani (1888 – 1972)

Luigi Flumiani in montagna (da Sport Invernali, luglio 1972, p. 14)

Luigi Flumiani nasce a Como il 14 agosto 1888 in una famiglia di origine cadorina.
Compie studi classici e si diploma in paleografia e diplomatica; il 1 maggio 1910 inizia a lavorare come diurnista presso l’Archivio d’amministrazione della Congregazione di carità di Milano, dove dal 1 febbraio 1914 ottiene impiego stabile e per oltre trent’anni svolgerà le sue mansioni fino a ricevere nel 1932 la nomina di “Archivista d’Amministrazione”, che manterrà fino al 1946, anno del suo collocamento a riposo.
Durante la I guerra mondiale combatte valorosamente nel Corpo degli Alpini sul monte Pasubio; l’attaccamento alla Penna nera e ai suoi valori sarà sempre forte nel tempo, tanto da essere tra i primi 240 iscritti all’ANA – Associazione nazionale Alpini, nata a Milano nel 1919.
Il 10 ottobre 1920, con il conte ing. Alberto Bonacossa, Flumiani è tra i co – fondatori della FIS – Federazione italiana dello sci, che si propone l’assistenza agli sciatori, l’organizzazione di gare e l’impegno per la sicurezza in montagna. Dall’anno seguente è membro della Presidenza della Federazione, nel biennio 1926 – 1927 assume la carica di segretario e svolge funzioni dirigenziali a carattere locale e nazionale. Nel tempo libero pratica attivamente lo sci, si avvicina alla disciplina del salto dal trampolino e inizia a ricoprire il ruolo di giudice di salto, che nei decenni seguenti gli apporterà numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Dopo il I conflitto mondiale si iscrive alla SEM – Società escursionisti milanesi, di cui sarà consigliere e successivamente Presidente e fiduciario della Sezione Skiatori. Appassionato scalatore intraprende arrampicate sulle Alpi e lega il suo nome, insieme a quello dell’amico Cornelio Bramani, all’apertura, il 2 settembre 1928, della cosiddetta Via dell’Inglese al Pizzo della Pieve in Valsassina.
Le discipline sportive di montagna in notevole espansione all’epoca suscitano l’entusiasmo di Flumiani, che già assiduo escursionista, diventa convinto divulgatore dello sci: scrive articoli sulle riviste societarie della SEM, incentiva lezioni teorico – pratiche del nuovo sport e organizza varie competizioni, fra cui la gara nazionale di Ski a staffette, realizzata per la prima volta in estate a Bormio nel 1927 e diventata negli anni a carattere internazionale.
La sua passione per il salto dal trampolino lo stimola, tra il 1934 e il 1935, a fondare e a dirigere a Bormio la prima scuola italiana di salto con gli sci, all’epoca unica in Europa.
L’attività svolta alla SEM e presso i Direttori provinciali e regionali della FIS gli vale la nomina, con decreto reale emesso a San Rossore il 25 ottobre 1932, a cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia per meriti sportivi.
Membro della SEM e della FIS, in qualità di presidente del Dopolavoro ECA – Ente comunale di assistenza dal 1933 al 9 aprile 1945 e di Capo gruppo dell’Associazione pubblico impiego aziendale per otto anni, organizza gite sociali e ottiene, in accordo con le Ferrovie, riduzioni tariffarie sui biglietti festivi per le località sciistiche e il trasporto gratuito sui treni delle attrezzature sportive.
La sua capacità organizzativa traspare sia nel lavoro d’archivista che nell’attività sportiva. Presso l’ECA avvia operazioni di riordino e di ricostruzione dei materiali documentari rimasti dopo i bombardamenti dell’agosto 1943. In ambito sportivo sarà il primo a riavviare la ricostruzione della FISI – Federazione italiana sport invernali, per cui riceverà dal Comitato di liberazione nazionale del CONI la carica di Commissario nazionale della FISI per l’Alta Italia e riuscirà a organizzare i  primi campionati di sci dopo l’interruzione bellica.
Il 3 ottobre 1945 Flumiani riceve dalla Commissione provinciale di epurazione di Milano l’avviso di sospensione dal servizio, per le seguenti accuse: apologia del regime e dell’ideologia fascista, mancata evacuazione dell’archivio dell’Ente e allontanamento di una dipendente in servizio presso il dopolavoro aziendale, a favore di un’altra persona. Le ultime due insinuazioni decadono in breve tempo, mentre per la denuncia d’apologia si avvia un processo, che si concluderà per  decisione unanime della Commissione d’epurazione con la revoca della sospensione dal lavoro dell’imputato.
Ormai in pensione dedica tempo e nuove energie alle discipline sciistiche, passione mai affievolita con il passare degli anni; riveste ruoli tecnico – amministrativi all’interno della FISI, continua la sua attività di giudice di salto dal trampolino, fa parte del comitato redazionale del notiziario della Federazione, Sport invernali.
In occasione della V Olimpiade invernale di Saint Moritz del 1948, Flumiani sarà consegnatario del materiale tecnico della squadra italiana e nei mesi successivi riceverà l’incarico di organizzare i Centri di Addestramento per le attività di fondo e di salto.
Nel 1955, dopo la frequenza a un corso e il superamento di un esame finale sostenuto in Germania, è il primo italiano a ricevere dalla FIS – Federazione internazionale dello sci la qualifica di giudice internazionale FIS; durante le Olimpiadi invernali di Cortina del 1956 rappresenta l’Italia nella giuria del salto speciale dal trampolino ed è tra i membri delle Commissioni tecniche olimpiche per le prove di salto.
Nel 1967 il CONI gli conferisce la Stella al merito sportivo, in considerazione delle sue qualità e dei risultati ottenuti.
Trascorre gli ultimi anni tra San Remo e Valcava nelle Prealpi bergamasche; morirà nel luglio 1972 a Bergamo e verrà sepolto nel cimitero del paesino di montagna da lui tanto amato.
Le carte d’archivio e gli articoli da lui stesso redatti rivelano gli insegnamenti, i racconti e i retroscena di un archivista che ha fatto la “storia” degli sport di montagna.

(testo di Lorenza Barbero)
La giuria del Campionato assoluto di salto dal trampolino 1949: da sinistra, Fritz Terschack, Piero Oneglio, Aldo Bonacossa, Luigi Flumiani e Giacometto Peroni (da Sport invernali, 16 – 30 aprile 1949, anno III, n. 30).