Rinaldo Marchesini (1906 – 1972)

Rinaldo Marchesini con i figli Francesco, Augusto, Angelo e Giuseppe a Barni (CO), 1945
Rinaldo Marchesini e la moglie Alda Dal Fabbro all’aeroporto di Barkley (USA), 1969

Rinaldo Marchesini nasce il 13 marzo 1906 a Sesto San Giovanni (MI) da Francesco e da Matilde Pirovano. Nel 1924 ottiene i diplomi di abilitazione magistrale e di perfezionamento agrario; nei due anni successivi insegna nelle scuole pubbliche elementari e si prepara all’abilitazione tecnica, ragioneria e commercio, che consegue nel 1926; chiamato alle armi presta servizio militare a Verona con il grado di caporale di fanteria nell’8° Bersaglieri.
Nel 1928 la Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso, istituto gestito dalla Congregazione di carità di Milano, necessita di personale per il disimpegno dei servizi economali e, verificato che i titoli di studio presentati da Marchesini sono “più che sufficienti”, ne decreta l’assunzione con decorrenza 21 giugno in qualità di economo avventizio e compenso mensile di 600 lire lorde.
Marchesini inizia presso l’Istituto abbiatense una carriera interna che, dopo la partecipazione a concorsi promossi dall’Ente, lo porterà nel 1934 alla nomina d’Ispettore.
L’8 novembre dello stesso anno sposa la coetanea Alda Dal Fabbro, “ricevitrice postale”, dalla quale avrà cinque figli: Francesco, Augusto, Angelo, Giuseppe e Matilde, simpaticamente ricordati in una lettera inviata da ex ricoverate della Pia Casa come “i quattro moschettieri e la bella principessina”.
Laureatosi il 9 maggio 1941 in Scienze economiche e commerciali all’Università Bocconi Marchesini, “funzionario diligente e capace”, ad Abbiategrasso affianca con funzioni di vice il direttore Carlo Tagliabue, insieme al quale promuove lo sviluppo di attività agricole e artigianali, incentiva allevamenti avicoli e dei bachi da seta, con il duplice intento di rendere i ricoverati partecipi alla vita collettiva e di integrare le derrate alimentari dell’Istituto. Realizza rappresentazioni teatrali e cinematografiche a favore dei degenti e incoraggia l’inserimento degli ospiti down nelle scuole elementari. Durante la Seconda guerra mondiale, insieme al direttore e a pochi altri dipendenti, si espone a gravi rischi per celare e tutelare la presenza di ricoverate ebree presso l’Istituto, come testimoniano i ricordi dei figli che trovano conferma in alcune lettere di ringraziamento a lui inviate tra il 1946 e il 1948 da due ex degenti.

Nel giugno 1946, a seguito del pensionamento di Tagliabue e in considerazione dell’attività svolta “in modo lodevole”, Marchesini ottiene l’incarico di direttore amministrativo della Pia Casa di Abbiategrasso; tre anni dopo richiede al Comitato d’amministrazione dell’ECA la nomina a responsabile dell’IDAM – Istituto di assistenza ai minori di Milano, gestito dall’Ente. Dichiara di essere in possesso del titolo di maestro elementare, di avere esperienza d’insegnamento e di nutrire una “viva passione per l’educazione dei giovani”; la domanda è giustificata da motivi famigliari, in quanto il trasferimento nel capoluogo lombardo favorirebbe gli studi dei figli e abbatterebbe i costi dei viaggi dalla residenza alle scuole.
L’amministrazione gli affida l’incarico richiesto, ruolo che ricoprirà per ben undici anni dal 1° ottobre 1949. Durante la sua gestione l’IDAM attraversa una fase di rinnovamento e di modernizzazione; Marchesini avverte la necessità di adeguare la sede, di riqualificare l’attività educativa dei ragazzi e di migliorare la formazione degli istitutori. Si avvale della collaborazione di consulenti esterni, fra i quali il prof. Musatti, e incentiva la frequenza degli educatori a corsi di qualificazione e aggiornamento, per avvicinarli alle nuove dottrine pedagogiche.
Egli stesso nella primavera del 1951, ottenuta una borsa di studio dall’Ufficio scambi scolastici e culturali dell’Aiuto Svizzero all’Europa, partecipa a Ginevra al quarto corso di Direzione pedagogica ed amministrativa per istituti d’infanzia e visita numerose istituzioni elvetiche dedicate ai giovani. L’esperienza acquisita favorisce la sua attività presso l’Istituto di Milano, “retto con criteri pedagogici aggiornati”.
Marchesini dà forte impulso alla scolarizzazione dei ragazzi e stimola i loro interessi attraverso un insegnamento vivo ed efficace, integrato da varie attività complementari, fra cui la creazione di un complesso musicale. Gli ospiti raggiungono competenze e traguardi molto positivi, documentati dalle alte percentuali dei diplomati in quegli anni. Nel marzo 1954, con il supporto della consigliera d’amministrazione Vittoria Carabelli sovrintendente all’infanzia, fonda l’Associazione degli ex allievi per sostenere i giovani durante il loro reinserimento nella società. L’associazione ha sede in alcuni locali dell’Istituto, è finanziata per 2/3 dall’ECA, con un contributo annuo di 100.000 lire, organizza attività ricreative, assiste i ragazzi in stato di bisogno e li aiuta nella ricerca di un posto di lavoro.
Marchesini alloggia con la famiglia in un appartamento di servizio presso la sede dell’IDAM in via Venini 15 a Milano e non esiterà nella primavera 1953, di fronte alle “impellenti necessità di spazio per i servizi dell’Istituto”, a cedere un locale della propria abitazione.
Le note di qualifica degli anni Cinquanta attestano l’ottimo lavoro da lui svolto; nel 1957 è insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana.
Sul finire della sua carriera, dal giugno 1960, Marchesini, per “competenza e pratica ambientale acquisita […] in precedente servizio” è nuovamente inviato ad Abbiategrasso, dove, in accordo con la sede centrale, avvia la trasformazione dell’Istituto da casa di riposo a moderno centro sanitario geriatrico e riabilitativo.
Il 1° marzo 1962, a seguito di domanda per raggiunti limiti minimi di servizio, è collocato in pensione. Morirà il 25 febbraio 1972.

(testo di Lorenza Barbero)