Angelo Pagani, un intellettuale alla direzione dell’Istituto Inabili di Milano

Angelo PaganiCoinvolgente, autorevole, dotato di grande curiosità intellettuale e di una particolare attitudine al lavoro di gruppo, così lo ricorda chi ebbe la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.

Angelo Pagani (1918-1972) visse sin dall’infanzia a Milano, dove il padre Oreste fu direttore prima dell’Istituto derelitti, poi dell’Istituto Inabili a Lavoro, fino alla prematura scomparsa nel 1938.

Quello stesso anno Angelo si iscrisse alla Facoltà di Economia e commercio dell’Università Bocconi e venne assunto all’ECA come ragioniere. Entrambe le carriere subirono un brusco arresto dal 1941, quando Angelo fu chiamato alle armi e mandato a combattere in Africa settentrionale, dove rimase prigioniero degli inglesi fino al 1946.

Rientrato a Milano riprese gli studi in Bocconi e il servizio presso l’ECA, dove, grazie alle sue doti intellettuali e organizzative, ottenne in breve tempo il ruolo di direttore aggiunto presso l’Istituto Inabili.

Nel 1952 fu tra i fondatori della rivista «Longevità», organo del Centro italiano di gerontologia, dove si iniziarono “a dibattere i grandi problemi della vita e della salute delle persone anziane”. Alcuni anni più tardi venne incaricato della riorganizzazione della Pia Casa di Abbiategrasso e lì rimase fino al 1960, quando ottenne la direzione dell’Istituto Inabili a Lavoro andando ad occupare la stessa scrivania che era stata del padre.

Al corrente delle esperienze in corso in altri paesi, Pagani diede un contributo sostanziale al progresso dell’assistenza geriatrica italiana, proponendo un’idea di salute più congeniale alle esigenze dell’età avanzata in contrapposizione ad una visione puramente curativa.

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Copertina del volume di Angelo Pagani “Responsabilità del sociologo”, pubblicato nel 1964

 

Contemporaneamente portò a termine il suo percorso universitario svolgendo una tesi di taglio sociologico sul tema della povertà, che utilizzava come campione di studio gli assistiti dell’ECA. Da quel momento la carriera di ricercatore e studioso ebbe il sopravvento, tanto che nel 1965 Pagani, ottenuti i primi incarichi universitari, presentò le sue dimissioni dall’Ente: fu docente di sociologia in Bocconi, presso l’Università degli Studi di Pavia, poi a Milano presso la Facoltà di Giurisprudenza e infine presso quella di Scienze politiche, di cui fu uno dei fondatori. Tra i numerosi altri incarichi ricoperti ricordiamo la direzione dell’Istituto lombardo per gli studi economici e sociali (ILSES) e il segretariato generale della International Sociological Association.

I suoi interessi scientifici si focalizzarono sui temi della povertà, della stratificazione sociale, dell’imprenditorialità e sulla professione del giudice.