Piero Redaelli, una storia dimenticata

Piero Redaelli nasce a Milano il 18 aprile 1898 da Alessandro e Teresa Piccinini. Consegue la licenza liceale al Liceo Berchet di Milano. Si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Pavia nell’anno accademico 1916 – 1917 ma è richiamato alle armi, e il 31 gennaio 1917 è arruolato nel Regio Esercito Italiano. Combatte a Plezzo e Tolomino, nel goriziano, e nel territorio dell’alto vicentino sull’altopiano di Asiago. Il 30 giugno 1922 è proclamato dottore in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia con una votazione di 110 con lode. Nel 1926 conseguì la libera docenza nel medesimo ateneo e nel 1930 fu incaricato presso l’Università di Catania. Professore di ruolo nel 1931, dal 1935 tornò come Professore Ordinario nella facoltà di medicina dell’Università di Pavia. Dal 1943, succedette a Mario Chiovenda nella facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Milano dove diresse l’Istituto di Anatomia Patologica e dove restò fino alla sua prematura scomparsa.

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Piero Redaelli partigiano

Nel 1944 comandò la divisione Orobica di Giustizia e Libertà, intervenendo in azioni di combattimento. Alle elezioni politiche del 7 giugno 1953 Piero Redaelli è candidato al Senato nel collegio di Clusone (Bergamo) con il Partito Socialista Democratico Italiano, il cui segretario nazionale era Giuseppe Saragat ma non riesce ad essere eletto. Tra le sue centinaia di pubblicazioni scientifiche, le più importanti riguardano lo studio dei funghi patogeni dell’uomo e degli animali, gli effetti dei raggi X sull’apparato genitale maschile e la cancrocirrosi del fegato. A Milano l’opera di Piero Redaelli si dilatò nei campi più vasti, tra cui l’allergia, la gerontologia, l’endocrinologia, l’istochimica, la radiobiologia. Fondò inoltre nuove riviste e partecipò attivamente a numerose Società scientifiche e a Centri di studio. Piero Redaelli muore improvvisamente in seguito a un attacco cardiaco, mentre si trovava a cena in una trattoria a Forio d’Ischia (Napoli) il 25 ottobre 1955. Nei giorni seguenti, presso l’Università degli Studi di Milano, giunsero da tutto il mondo accademico nazionale lettere e telegrammi di cordoglio, tra cui quella di Paolo Rossi, Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Segni. Oltre alla cattedra lascia la segreteria della Società Italiana di patologia e la vice presidenza del Comitato Provinciale della Croce Rossa. L’anno successivo alla sua morte si è costituito a Milano un comitato promotore per onorarne la memoria e costituire, attraverso una raccolta di fondi, una fondazione di ricerca scientifica a lui dedicata, che consenta ai centri di studio da lui fondati di proseguire la loro attività. Il 5 marzo 1965 il Comitato Amministrativo dell’ECA di Milano decide di intitolargli l’ex Istituto per Inabili a Lavoro che, dal 29 aprile 1966, prenderà il nome di Istituto Geriatrico Piero Redaelli.

Testo di Giorgio Uberti