Ermanno Jarach (1872 – 1924)

Ritratto fotografico di Ermanno Jarach (Archivio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC di Milano)

Ermanno Jarach, primogenito di Moise ed Emma Tedeschi, nasce a Milano il 26 settembre 1872 da famiglia israelita di imprenditori e banchieri; dopo il matrimonio con Giorgina Montecorboli, da cui avrà i figli Livia e Giorgio, risiede in via Mascheroni 5.

Avvocato civilista, da inizio ‘900 affianca alla pratica forense la gestione amministrativa di Enti locali (Società per la pace, Unione cooperativa, Circolo filologico milanese, Associazione Vigilanza igienico–sanitaria, Società degli Alberghi Milanesi) e intraprende la carriera politica nelle fila dei democratici; insignito dell’onorificenza di Commendatore della Corona d’Italia nel 1919, cinque anni dopo è nominato Presidente della Congregazione di Carità, incarico che ricoprirà per pochi mesi, causa improvviso decesso il 26 giugno dello stesso anno.

Nel giorno del suo insediamento alla presidenza della Congregazione, il 24 marzo 1924, i consiglieri nel rivolgergli la loro stima gli illustrano gli obiettivi del suo mandato: assestamento del bilancio, modifica degli organici del personale, revisione dei regolamenti amministrativi e di beneficenza, realizzazione di una nuova sede per l’Istituto Inabili a lavoro, soluzioni alle questioni legate all’espansione territoriale comunale in seguito all’aggregazione dei numerosi Comuni limitrofi.

La breve gestione non gli consente di affrontare tutti gli incarichi ricevuti, ma riesce nell’intento di migliorare le finanze dell’Ente: a maggio il Consiglio approva i bilanci preventivi per l’anno 1924, che prospettano un disavanzo minore rispetto alle annate precedenti grazie al maggior ricavo ottenuto dagli affitti dei beni rurali, dall’aumento dei redditi dei titoli mobiliari e dalla somma versata dal Comune di Milano a saldo di un precedente debito.

Per il riordino amministrativo–economico dell’Ente Jarach calendarizza assemblee quindicinali e straordinarie ed apporta modifiche ai regolamenti interni; con il favore dei Consiglieri e grazie all’esperienza maturata alla presidenza dell’Associazione impiegati civili, migliora il trattamento economico dei dipendenti prorogando fino a fine anno l’indennità caroviveri al personale e agevolando l’erogazione di un assegno mensile di 100 lire per ogni persona collocata in pensione dal 1 marzo 1923 a fine 1924.

A favore dei giovani ospiti dell’Istituto Derelitti sollecita l’attivazione di un corso di ginnastica con cadenza settimanale per migliorare il loro sviluppo fisico e l’attività ricreativa; sostituisce l’ormai esigua fanfara interna, per mancanza di soggetti idonei, con un gruppo di tamburini scelti tra gli allievi.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e per stimolare interventi a favore dell’Ente, Jarach riprende il progetto del suo predecessore Sarfatti e programma per la primavera 1925 l’esposizione dei ritratti dei benefattori presso l’Istituto Derelitti, oltre alla pubblicazione di un testo finalizzato alla conoscenza della vasta opera svolta dalla Congregazione nell’ambito della beneficenza cittadina; il 18 giugno, nell’ultima seduta da lui presieduta, ottiene l’approvazione del Consiglio per affidare al pittore Antonio Moretti l’esecuzione del dipinto a olio del benefattore ed ex dipendente Giuseppe Merlo.

Dopo la sua morte la famiglia dona alla Congregazione 5000 lire, affinché con il relativo reddito annuo di 250 lire sia istituito il premio “Ermanno Jarach” da assegnare a cinque studenti dell’Istituto Derelitti fra i più meritevoli per condotta e profitto.

(testo di Lorenza Barbero)