Centrale Limosiniero: vicende storiche

Le origini dell’Archivio Centrale Limosiniero risalgono alla fine del Settecento, al momento dell’istituzione del Capitolo Centrale dei Luoghi Pii Elemosinieri (1791), incaricato di trattare gli affari comuni ai cinque luoghi pii più importanti di Milano – ossia Quattro Marie, Misericordia, Divinità, Carità e Loreto – che, a partire dal 1785, in seguito alla riforma voluta da Giuseppe II avevano assorbito trentacinque luoghi pii minori attivi in città. L’Archivio Centrale Limosiniero venne infatti formato dalle carte prodotte dal nuovo organismo e da quelli che si succedettero nella gestione dei patrimoni dei luoghi pii soppressi (III sezione della Congregazione di Carità napoleonica, Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri, Congregazione di Carità).

Nonostante le trasformazioni imposte dalle riforme giuseppine e napoleoniche e la progressiva concentrazione dei luoghi pii (i quali nel 1801 vennero definitivamente unificati nel Capitolo Centrale stesso e cessarono quindi di avere esistenza giuridica autonoma), nel corso dell’Ottocento la classificazione delle pratiche continuò a specificare l’opera pia alla quale si riferiva l’affare, non solo tra Pie Case d’Industria e di Ricovero, Pie Case degli Incurabili e Centrale Limosinero, ma ancora tra Quattro Marie, Misericordia, Divinità, Carità, Loreto.

Al principio del Novecento gli archivisti della Congregazione di Carità decisero di separare la documentazione non più necessaria all’attività amministrativa da quella d’uso corrente. La prima rimase nei sei “archivi vecchi”: quello del Centrale Limosiniero (comprendente gli atti classificati Centrale Limosiniero e Luogo pio Mellerio) e i cinque dei principali Luoghi pii con i loro aggregati. La documentazione ritenuta d’interesse corrente (anche se classificata Quattro Marie, Misericordia, Divinità, Carità, Loreto, Centrale Limosiniero e Luogo pio Mellerio e anche se risalente al Medio evo e all’Età moderna) fra il 1906 e il 1907 fu invece accorpata in un nuovo archivio denominato Congregazione di Carità (ora Archivio Generale)Gli archivi degli Istituti e delle Opere pie amministrate, che a quella data erano ancora giuridicamente distinte, rimasero invece separati.

Nel secondo dopoguerra gli archivisti Antonio Noto e Bruno Viviano decisero di aggregare tutto l’Archivio Centrale Limosiniero a quanto restava dell’Archivio della Congregazione di Carità, che aveva a sua volta assunto un prevalente interesse storico. Questo intervento, comunque, non comportò la commistione dei singoli documenti, che potevano quindi essere facilmente ricondotti al fondo di provenienza. Proprio la possibilità di individuare l’archivio di appartenenza ha indotto – nel 2004 – a enucleare nuovamente l’Archivio Centrale Limosiniero, restituendogli l’autonomia che aveva al principio del XX secolo. Quest’operazione è stata realizzata utilizzando gli inventari manoscritti dell’Archivio Centrale Limosiniero e della Congregazione di Carità compilati durante la prima metà del secolo. La separazione attuata nel 2004 ha mirato unicamente a ristabilire la situazione archivistica consolidatasi all’inizio del Novecento, non a separare tutti gli incartamenti classificati Centrale Limosiniero e Luogo pio Mellerio, che – come s’è detto – erano in parte già compenetrati fin dall’origine nell’Archivio Generale.