Francesco Gusberti (1775 – 1840)

Il parroco di Gorla Minore, Francesco Gusberti, fu l’ultimo testatore a designare il Luogo pio della Misericordia di Milano come erede universale della sua sostanza. Da tempo infatti la Misericordia era stata di fatto concentrata, insieme agli altri enti benefici, nei Luoghi Pii Elemosinieri, riuniti sotto un’unica direzione. Non vi è alcun elemento evidente, allo stato attuale delle ricerche, che possa spiegare la preferenza di don Gusberti per l’istituzione benefica milanese: la vita e la carriera ecclesiastica del sacerdote, quello che forse noi oggi definiremmo “un tranquillo parroco di campagna”, si svolsero infatti ai margini delle vicende della diocesi e del capoluogo lombardo.
Originario di Abbiategrasso, Francesco Gusberti era nato il 22 ottobre 1775 da Antonio e Rosa Bonelli. Ordinato sacerdote nel 1802, gli era stata assegnata in prebenda una cappellania nella chiesa prepositurale di Abbiategrasso, da cui poi passò a reggere la parrocchia di Bosco Valtravaglia nella pieve di Leggiuno.
Alla chiesa di San Lorenzo a Gorla Minore, in provincia di Varese, Gusberti giunse nel 1808, in sostituzione del defunto parroco Francesco Pedretti; vi rimase fino alla morte avvenuta il 4 aprile 1840. La gestione della parrocchia, che contava poco più di mille anime, fu sicuramente tranquilla e Gusberti ebbe l’agio di curare con attenzione la proprietà acquistata nel 1825, un terreno “vitato e moronato”, che produceva discrete quantità di vino, come dimostrato dalla attenta contabilità conservata nelle carte relative all’eredità del sacerdote.
A partire dal 1830 troviamo traccia di alcuni contatti tra il sacerdote Gusberti e il Luogo pio della Misericordia di Milano. Per disposizione di Giovanni Pietro Terzaghi, nel suo testamento del 15 agosto 1520, la Misericordia era tenuta a far celebrare una messa in ciascun giorno festivo dell’anno e tre messe feriali alla settimana, nella cappella di San Giovanni Battista nella chiesa parrocchiale di Gorla Minore. La somma destinata alla celebrazione delle messe si era via via rivelata insufficiente per il pagamento del cappellano e le messe vennero celebrate solo in parte e per qualche tempo anche sospese. Gli ultimi titolari del patronato del beneficio, i conti Durini eredi della famiglia Terzaghi, decisero nel 1830 di sanare la situazione, provvedendo una somma tale da poter far celebrare almeno la messa festiva. A nome della fabbriceria e della parrocchia, don Gusberti intrattenne, proprio a partire dal 1830 e fino alla morte, i rapporti epistolari con l’amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri, in merito al pagamento del cappellano. Abitualmente il parroco anticipava il denaro per le messe, venendo poi rimborsato dai Luoghi Pii. L’ultimo rimborso, saldato dopo la morte del sacerdote, venne aggiunto alla somma attiva dell’eredità.
Francesco Gusberti con il suo testamento del 3 maggio 1838 lasciò erede il Luogo pio della Misericordia di un capitale netto di 36.430 lire, costituito da un terreno di 166 pertiche, capitali e contanti per oltre 18.000 lire.
Il lascito fu gravato da diversi legati per i fratelli Pio e Raimondo, per le sorelle Laura e Regina, per le nipoti, figlie di Pio, di una delle quali era stato padrino e per la domestica.
Dispose inoltre due doti di 100 lire ciascuna da destinare a nubende povere di Gorla Minore; per la salvezza della sua anima stabilì la celebrazione di 200 messe entro un anno dalla sua morte e di un anniversario nel giorno della sua scomparsa.

(da Il tesoro dei poveri, pp. 186-187, testo di Daniela Bellettati)