Giovanni Battista Puricelli Guerra (1823 – 1856)

Giovanni Battista Puricelli Guerra nacque a Milano il 17 giugno 1823, da una nobile famiglia milanese di antica origine spagnola con vaste proprietà a Sesto San Giovanni.
Il padre Giuseppe Girolamo (1791-1855) è ricordato per aver impiantato la prima industria manifatturiera di Sesto: nel 1840, infatti, nello stesso anno in cui fu inaugurata la linea ferroviaria Milano-Monza, egli fece costruire all’interno della sua villa una filanda a vapore, utilizzando così i gelsi e i bachi da seta prodotti dai suoi campi sestesi e dalla cascina detta “Il Convento” a Cardano al Campo, anch’essa di sua proprietà. Nel 1872, pur appartenendo ancora ai Puricelli Guerra, la filanda risultava già gestita da Francesco Sormani, che l’acquisì poi nel 1876 dalla ditta tedesca Majer. Nel 1923, infine, la villa e i terreni furono ceduti alla Ercole Marelli, che a sua volta, nel 1970, vendette la villa al Comune di Sesto.
Giuseppe Girolamo Puricelli Guerra e la moglie Teresa Torri (originaria di Onno sulle rive del Lario) ebbero 4 figli: Angela, nata nel 1820, che sposò Pietro Buttafava; Marina (1822-1861) che sposò Antonio Dell’Orto; Giovanni Battista (1823-1856) e Giuseppe (1825-1896), la figura più nota della famiglia, che sposò a Roma Giulia Tittoni e fu, oltre che imprenditore della seta, sindaco di Sesto, collezionista d’arte, pittore e patriota nelle guerre d’indipendenza.
Quanto a Giovanni Battista, egli si laureò in legge come il fratello e fu consigliere comunale come molti altri membri della sua famiglia, confermando anch’egli quella tradizione del gruppo dirigente sestese che univa la forza economica derivata dai possedimenti terrieri e dalla proprietà delle filande, ad uno stretto legame con il clero locale. Tra i suoi lasciti testamentari, infatti, ve ne furono diversi destinati alla Chiesa.
La vita del giovane fu breve, poiché morì celibe a Milano, nella parrocchia di S. Francesco da Paola, il 16 aprile 1856, senza aver ancora compiuto i 33 anni.
Con il testamento del 27 marzo 1856 aveva nominato suo unico erede il fratello Giuseppe, stabilendo però che, nel caso questi fosse morto senza eredi, il patrimonio (che ammontava a 350.000 lire austriache) sarebbe passato ai Luoghi Pii Elemosinieri di Milano. Con tale somma i Luoghi Pii avrebbero dovuto istituire una causa pia per il soccorso delle puerpere povere, allo scopo di contrastare l’esposizione sempre crescente dei figli legittimi. L’erede propose tuttavia l’affrancazione da tale vincolo mediante l’esborso di 70.000 lire austriache, che i Luoghi Pii accettarono nel dicembre 1859. La Causa pia Puricelli Guerra, che beneficava le madri miserabili delle parrocchie di S. Fedele, S. Francesco da Paola, S. Simpliciano e S. Marco, fu dunque costituita il 1° agosto 1860 e dopo la chiusura del torno di S. Caterina alla Ruota venne a formare, insieme ai legati disposti da Giovanni Maino nel 1862 e da Isidoro Carron nel 1869, l’Opera pia Baliatico, amministrata dalla Congregazione di Carità ed eretta in ente morale il 12 aprile 1872.
Tra i legati di Giovanni Battista Puricelli Guerra si ricordano inoltre: 100.000 lire all’Ospedale Maggiore di Milano; 2.000 lire per la costruzione della nuova chiesa prepositurale di Gallarate; 30.000 lire al Comune di Sesto per il pagamento dei maestri di una nuova scuola elementare maggiore maschile di tre classi (i maestri erano nominati dagli eredi); e infine 20.000 lire per la ricostruzione della chiesa di Sesto San Giovanni. Quest’ultimo legato poneva le basi per la costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, inaugurata nel 1891 su un terreno donato dal Comune e destinata a sostituire, finalmente, la vecchia chiesa di S. Stefano (edificata nel Seicento e già ampliata nel 1806), che da tempo si rivelava ormai inadeguata ad una popolazione in continua crescita; una lapide all’interno dell’antica chiesa ricordò poi il gesto del benefattore.

(da Il tesoro dei poveri, pp. 199-200, testo di Paola Zocchi)