Romolo Rituali (1846 – 1912)

Caricatura di Romolo Rituali, da Otto Cima, Mezzo secolo di caricatura milanese (1860-1910), Milano, Stabilimento Arti Grafiche Bertarelli, 1928

Romolo Rituali era nato a Milano il 23 marzo 1846 ed era stato subito abbandonato nella ruota del brefotrofio milanese, la Pia casa di S. Caterina alla ruota. Il cognome Rituali era stato assegnato dai responsabili del brefotrofio, inventandolo con la stessa iniziale del nome di battesimo, indicato invece dagli anonimi genitori. Cresciuto a balia in provincia di Como, era poi stato affidato ad una famiglia di modesti artigiani di Milano. Attorno ai vent’anni intraprese la sua prima attività commerciale come merciaio ambulante. Non furono certo anni facili e nel 1877 ebbe anche guai giudiziari che furono ingenerosamente ricordati anche alla sua morte da un polemico Paolo Valera che scrisse nella sua commemorazione funebre “i ricordi della sua vita uscivano dai casellari giudiziari”. Lasciati alle spalle gli anni bui, nel 1883 Romolo avviò una attività commerciale di vendita di bigiotteria e articoli orientali che conosceranno un grande successo. Prima in corso Vittorio Emanuele 1, con la vendita di “brillanti chimici”, brevetto esclusivo a portata di tutte le tasche, che incontreranno il favore di molte signore milanesi, poi dal 1893 con l’apertura del Grande Magazzino di piazza del Duomo angolo via Orefici, la più grande vetrina dell’Oriente a Milano. Se “il milione di ventagli giapponesi” vantati nella pubblicità del magazzino erano una fortunata iperbole, sicuramente il commerciante riuscì a costruire una piccola fortuna, incontrando il gusto di tutte le classi sociali.
Rituali era legato agli ambienti democratici del senatore Carlo Romussi e dell’editore Edoardo Sonzogno; fu un sostenitore del Comitato della Società per la pace e la giustizia internazionale, fondato nel 1887 dal premio Nobel Ernesto Teodoro Moneta.
Probabilmente in ricordo dei tempi difficili della sua infanzia e giovinezza, il commerciante non dimenticò mai il mondo dei più deboli, con particolare riguardo all’infanzia disagiata. Innumerevoli furono le sue offerte in favore dei piccoli del Brefotrofio, per i ricoverati all’Ospedale Maggiore, per l’associazione Scuola-Famiglia, per il Patronato Spazzacamini e per quello che assisteva i liberati dal carcere. Ogni Natale organizzava un pranzo in un ristorante per i più miseri: per esempio nel 188 ospitò 140 commensali al ristorante San Martino “poveri, in abiti dimessi, ma abbastanza puliti”, con accompagnamento musicale della Banda Garibaldi e foto delle tavolate.
A partire dai primi anni del ‘900 la sua attività commerciale conobbe un lento declino. Il Grande Magazzino fu chiuso e la vendita fu trasferita in un negozio sotto i Portici Settentrionali di piazza del Duomo; nel 1906, a causa di alcuni rovesci finanziari, fu costretto a cedere la ditta, che mantenne però il suo nome. Il nuovo proprietario, Rinaldo Viganò, si occupò della sola vendita di brillanti chimici e oreficeria.
Romolo Rituali morì a Milano il 3 ottobre 1912; per sua espressa volontà i funerali furono modesti e la tumulazione, dopo una orazione in memoria del commerciante, pronunciata dall’amico Romussi, avvenne a Musocco. Circa un mese dopo la vedova fece traslare la salma al Cimitero Monumentale; la tomba accoglie oggi le spoglie dei due coniugi, sotto il monumento funebre opera dello scultore Rizzardo Galli.
Nel suo testamento Romolo Rituali nominava erede universale gli Asili Notturni Sonzogno per “dare una refezione ai ricoverati negli asili stessi a criterio dell’amministrazione”, disponendo l’usufrutto di tutta la sostanza alla vedova.

(testo di Daniela Bellettati)