Ritratto di Alessandro Frisiani

Pittore lombardo
Terzo quarto del XVII secolo
Olio su tela, cm 199,5 x 110

Nel testamento redatto in data 26 marzo 1662, l’ecclesiastico Alessandro Frisiani designò suo erede unico il Luogo pio dei Poveri Infermi di San Simpliciano. In assenza di altri riscontri documentari, è probabile che fu il Capitolo a commissionare il ritratto subito dopo la morte del benefattore avvenuta lo stesso anno. La tela presenta senza grande originalità un’impaginazione solenne del personaggio, a figura intera, vestito con la sua tonaca e un’ampia cappa appoggiata sulle spalle contro lo sfondo marcato a sinistra da una quinta architettonica accennata da un basamento sul quale poggia una colonna e un drappo spiegato nell’angolo superiore. Gli attributi del personaggio, quali il fazzoletto, il libro di preghiere appoggiato sul tavolo e il copricapo fanno parte anch’essi di un repertorio corrente. I tratti del volto appaiono irrigiditi e lo sguardo fisso dà alla figura un carattere laconico e distaccato. Impossibile, dato lo stato di conservazione e l’oggettiva modestia della stesura, stabilire la paternità dell’opera da considerare uno dei tanti prodotti usciti da una bottega artigiana che pigramente, per soddisfare le richieste di un ritratto dedicato a un personaggio minore, ricalcava modelli arcaici a Seicento inoltrato.

(da Il tesoro dei poveri, p. 135, testo di Federica Bianchi)