Giovanni Noseda (1816-1878)

Giovanni Noseda nasce il 3 dicembre 1816 a Milano dal secondo matrimonio con Francesca Mentaschi (1786-1836) di Gaspare Luigi (1777-1833), il quale dalle prime nozze con Antonia De Capitani ha, tra gli altri figli, Gaetano (1797-1862). Di estrazione borghese e di professione negoziante in articoli di chincaglieria, Gaspare Luigi Noseda, appartenente a una famiglia originaria di Como, si trasferisce prima a Morbegno, poi a Varese e infine a Milano, dove il raggio delle sue attività commerciali si amplia consentendogli di raggiungere un discreto benessere. Giovanni Noseda prosegue a sua volta la professione intrapresa dal padre, riuscendo ad accreditarsi come approvvigionatore di forniture militari e di vettovagliamento all’esercito austriaco acquisendo così un notevole benessere. Al contempo investe in altri settori tra cui quello bancari, immobiliari e fondiari, partecipando con ruoli di primo piano a molteplici consigli d’amministrazione di imprese cittadine e diventando uno degli uomini di spicco della finanza ambrosiana e lombarda già nel decennio precedente l’unità nazionale. Per la famiglia Noseda si rivela inoltre una preziosa alleanza matrimoniale quella concretizzatasi con le nozze della sorella più giovane di Giovanni, Matilde (1823-1885), con Felice Grondona (1820-1902), il principale imprenditore siderurgico di Milano.

Dal matrimonio con Vincenzina Mazzucchelli (1814-1871), Giovanni ha i figli Gustavo Adolfo (1837-1866), musicista e compositore, Emilio (1841-1910) ed Enrico (1842-1931) che gestiranno il cospicuo patrimonio ereditato dal padre; Emilio Noseda contrarrà un ottimo matrimonio sposando Zelmira Minonzio (1843-1939), nipote degli industriali tessili Costanzo (1800-1876) ed Eugenio Cantoni (1824-1888), rispettivamente zio e cugino materni, e cognata di Napoleone (1845-1882) e Pio Borghi (1847-1900), altri esponenti del gotha dell’impresa cotoniera italiana. Giovanni Noseda si afferma anche come mecenate e collezionista di opere d’arte moderna, conservate nella dimora milanese di contrada Santa Maria alla Porta, progettata dall’architetto Angelo Colla e affrescata dal pittore Gaetano Barabini, e le ville di Brugherio – città di cui è sindaco tra il 1867 e il 1870 – e di Lesa, sul Lago Maggiore. Per la tomba di famiglia ubicata al Cimitero Monumentale commissionerà a Giuseppe Grandi un articolato complesso scultoreo solo in minima parte realizzato.

Il 28 gennaio 1866, giorno successivo alla morte del primogenito Gustavo Adolfo (la cui salma è la prima in ordine di tempo a essere tumulata nel nuovo Cimitero Monumentale), Giovanni Noseda fa trasmettere la somma di 2.000 lire alla Congregazione di Carità, “erogabile a favore dei poverelli di questa città, fatta esclusione a quelli appartenenti alla Parrocchia di Santa Maria alla Porta, pei quali si dispose altra somma presso la summentovata Chiesa, pregando questa Benemerita Istituzione a voler specialmente provvedere alle miserie vergognose”. Il 18 gennaio 1871, dopo la morte della moglie Vincenzina, eroga altre 2.000 lire alla stessa Congregazione “da distribuirsi ai poveri di questa Città, con preghiera di volere avere maggior riguardo per quelli della Parrocchia di Santa Maria della [sic] Porta”.

Il 25 agosto 1878 dopo accettazione della istanza promossa da Giovanni insieme al fratello Luigi Francesco (1818-1899), anch’egli uomo di spicco della finanza ambrosiana, nei mesi precedenti, presso la Congregazione di Carità di Milano viene istituita la cosiddetta Beneficenza Noseda, consistente nella erogazione da parte dei due fratelli Noseda stessi della somma di 500 lire investita in Debito Pubblico del Regno d’Italia, la cui rendita per cinquant’anni dovrà essere devoluta “esclusivamente a beneficio di individui poveri bisognosi discendenti in linea mascolina da Gaspare Luigi Noseda di Gaetano”, padre di Giovanni e Luigi Francesco: come sottolinea quest’ultimo in un appunto conservato tra le carte d’archivio, le disposizioni benefiche sono originariamente progettate in favore del cugino Abele Noseda (nato nel 1827), figlio del fratellastro Gaetano. Trascorsi i cinquant’anni stabiliti la beneficenza andrà destinata ai poveri delle parrocchie di Santa Maria alla Porta e di San Nazaro.

Giovanni Noseda muore il 4 settembre 1878 nella sua villa di Lesa prima che venga attuata la disposizione benefica da lui voluta, portata quindi a compimento dal fratello Luigi Francesco; la salma viene tumulata nell’edicola di famiglia presso le Gallerie Inferiori di Ponente del Monumentale.

(testo di Sergio Rebora)