Ritratto della Bata Vergine del Rosario di Ornago

La cappelletta della Vergine del Rosario a Ornago nel 1714

Dalle carte relative a Ornago, piccolo centro un tempo agricolo ubicato presso Vimercate, a Nord-Est di Milano, appartenenti al fondo Comuni e Materie, riordinato grazie al finanziamento di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025, emerge una bella incisione al bulino settecentesca.

La stampa, eseguita nel 1714 da Gaetano Bianchi, attivo a Milano tra il 1706 e il 1754 raffigura la piccola cappella votiva campestre impreziosita dal grande affresco dedicato alla Vergine del Rosario con le anime purganti affiancato, sulle pareti laterali, dalle figure di San Rocco e San Sebastiano, eseguito dal pittore Federico da Monza nel 1704.

Oltre a essere quindi un prezioso documento iconografico che testimonia il primigenio assetto dell’affresco, l’incisione di Gaetano Bianchi è anche una gradevole veduta paesaggistica, illustrando nella metà dalla parte destra del foglio una vivace scena di vita agreste: viandanti, animali, mercanti e carrozze percorrono il territorio che circonda la cappelletta miracolosa.

Si tramanda che nello stesso 1714 si sarebbe verificato un miracolo attribuito alla immagine mariana, divenuta nel frattempo oggetto di immediata e copiosa devozione popolare: in occasione di un lungo periodo di siccità gli abitanti di Ornago avevano supplicato l’aiuto della Madonna del Rosario, ripagati dal suo subitaneo intervento miracoloso. L’acqua aveva infatti preso a scorrere dal terreno nei pressi della cappelletta, in una zona poi denominata “Fontanella di Ornago”. In seguito l’affresco verrà distaccato dal suo supporto originario e trasferito nel maestoso santuario oggi intitolato alla Beata Vergine del Lazzaretto, edificato nel 1567, a sormontare l’altare maggiore.  

Come si apprende dalla didascalia sul margine inferiore, la stampa viene dedicata dal suo autore “al merito sempre grande” di Giovanni Battista Secco Borella (morto nel 1733), conte di Vimercate eletto nel 1698 tra i Sessanta Decurioni del Comune di Milano, Giudice delle Strade dal 1703 e membro nel Consiglio segreto dal 1714. I Secco Borella fin dal 1475 possiedono il feudo di Vimercate, dove Giovanni Battista ordina la ricostruzione della residenza – dal 1862 sede del Municipio cittadino – e la sua ricca decorazione ad affresco. Alla sua morte i beni andranno alla figlia Giulia (1669-1736), sposata con il conte Giovanni Battista Trotti.  

(testo di Sergio Rebora)