Luigi Cavenaghi (1844 – 1918)

Luigi Cavenaghi nasce a Caravaggio l’8 agosto 1844 da Marco, di professione postiglione, e da Francesca Rossetti, maestra di scuola. Trasferitosi a Milano, nel 1856 si iscrive ai corsi dell’Accademia di Brera, frequentando tra il 1860 e il 1865 la Scuola di pittura diretta da Giuseppe Bertini, con cui stringe amicizia e di cui diventa uno dei più stretti collaboratori operando presso il suo studio dal 1867. Negli stessi anni Giuseppe Molteni lo avvia alla pratica del restauro, attività che affianca a quella di pittore e decoratore, entrando in contatto con il conoscitore d’arte Giovanni Morelli. Nel 1873 sposa Giacomina Bellazzi da cui ha i figli Ludovico, Clelia, Ada ed Elisa.

Esordisce alle esposizioni di Brera come pittore storico con Matelda (1864), seguita da Bernardino Luini che dipinge il ritratto di Ippolita Sforza Bentivoglio (1865) ma si dedica anche alle composizioni di genere, presentando a Brera La buona ventura (1869) e realizzando negli anni successivi alcune scene di soggetto neosettecentesco. In parallelo viene chiamato a collaborare come decoratore nei cantieri di restauro delle chiese di San Simpliciano (1868-1871) e di Santa Eufemia (1870) a Milano diretti rispettivamente da Carlo Maciachini e da Enrico Terzaghi; esegue affreschi nelle edicole Turati (1872-1873) e Keller (1875) progettate dallo stesso Maciachini al Cimitero Monumentale, intervenendo come restauratore nell’oratorio di Santa Cecilia a Bologna (dove nel 1874 ripristina gli affreschi di Francesco Francia), nella chiesa di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio (1874 circa) e nella Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova.

Cavenaghi opera anche nel settore della ritrattistica su commissione realizzando le effigi dei benefattori Giuseppe Giussani (1874) per la Congregazione di Carità di Milano (oggi presso l’ASP Golgi-Redaelli) e Raffaele Manusardi (1874 c.) per quella di Caravaggio: a quest’ultimo si aggiunge il ritratto della moglie Giulietta Fusi Manusardi copiata una decina di anni prima da un prototipo di Giovanni Moriggia.

Dal 1882 fino al 1918 ricopre la carica di direttore della Scuola Superiore d’Arte Applicata all’Industria di Milano. Negli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento realizza alcuni importanti lavori, tra cui il recupero degli affreschi del Palazzo Taverna di via Bigli, allora attribuiti a Bernardino Luini, su commissione dell’imprenditore tessile Andrea Ponti (1880 circa) e la decorazione del nuovo Palazzo Bagatti Valsecchi, compreso il restauro di alcune pitture antiche trasportate nella dimora (1882-1887). Realizza poi gli affreschi interni nelle chiese di San Fedele e San Babila (1881-1890), quest’ultima restaurata da Paolo Cesa Bianchi; entro il 1884 dipinge ad affresco l’allegoria dell’Aurora sulla volta della sala della musica del palazzo di Ernesto Turati in via Meravigli, sala istoriata da Bertini. Nella seconda metà degli anni Ottanta viene chiamato dal cotoniere Cristoforo Benigno Crespi ad affrescare la volta della camera da letto del rinnovato Palazzo Crespi di via Borgonuovo con l’allegoria della Maternità, oggi perduta, impresa alla quale fa seguito la decorazione della chiesa parrocchiale di Crespi d’Adda (1892-1895). A Cavenaghi viene intanto affidata la decorazione interna ad affresco della basilica dell’Assunta di Gallarate (1888-1891) su progetto di Maciachini nell’ambito della campagna di restauri del tempio finanziata dalla famiglia Ponti e che coinvolge anche Camillo Boito e lo scultore Odoardo Tabacchi; segue il ciclo di dipinti nel santuario della Beata Vergine di Caravaggio (1892-1903), compreso il cartone per la vetrata di Santa Cecilia eseguita dalla ditta Luigi Fontana & C. (1904).

Nel nuovo secolo Cavenaghi porta a termine le decorazione della chiesa di San Marco a Rovereto (avviata nel 1902) e il restauro dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie (1903-1908) e degli affreschi del santuario dell’Inviolata a Riva del Garda (1907); opera inoltre ripetutamente come restauratore per la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli. Riceve ancora alcune commissioni di ritratti gratulatori e commemorativi, come quelli del benefattore Emilio Marzorati (1907) oggi alla Fondazione IIRCCS Ospedale Maggiore Ca’ Granda Policlinico e del cardinale Mariano Rampolla per la Biblioteca Vaticana (1917). Nel 1909 papa Pio X lo nomina direttore artistico per le Gallerie e le altre Pitture dei Santi Palazzi Apostolici della Città del Vaticano.

Luigi Cavenaghi muore a Milano il 31 marzo 1918.

(testo di Sergio Rebora)