Aldo Annoni (1831-1900)

Aldo Francesco Maria Cassia Ferri nasce a Padova il 2 settembre 1831, figlio naturale di Francesco Annoni, conte di Cerro (Milano, 4 aprile 1804 – 19 gennaio 1872), possidente e militare che, contrario al Governo austriaco, partecipa alle Cinque Giornate di Milano. Dopo la condanna a morte emessa dalle autorità austriache per aver accettato dal Governo Provvisorio cittadino l’incarico di recarsi da Carlo Alberto di Savoia a chiedere aiuti militari, il conte Francesco Annoni si reca in esilio a Torino, dove dal 1853 è membro del Parlamento sabaudo; durante la Seconda guerra d’Indipendenza, inviato da Cavour a Modena per riorganizzare le truppe locali, è promosso maggiore generale e trasferito a dirigere la Guardia Nazionale milanese. Ritiratosi a vita privata nella sua città dopo l’unità nazionale, nel 1867 si unisce in matrimonio con la nobildonna napoletana Chiara Severino-Longo dei marchesi di Gagliati (1813-1881) e in accordo con la moglie riconosce il figlio Aldo, che assumendo il cognome Annoni alla morte del padre, avvenuta nel 1872, ne eredita il titolo nobiliare e le cospicue sostanze, tra cui la possessione di Cuggiono comprendente la sontuosa villa iniziata da Leopoldo Pollack e ultimata da Giuseppe Zanoia (oggi è sede del Municipio di Cuggiono), fatta costruire dall’avo Alessandro Annoni.

Conseguita la laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia, Aldo esercita per qualche anno l’avvocatura ma i suoi interessi sono rivolti verso le predilette discipline economiche e finanziarie, specie l’economia rurale, nelle quali si perfeziona; dotato di spirito pratico, dopo il decesso del padre dirige personalmente i vasti possedimenti di famiglia, migliorando le coltivazioni e apportando benefici alle condizioni di vita dei contadini. La sua spiccata attenzione alle classi lavoratrici lo induce a promuovere e a presiedere la Cassa Nazionale di Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e la Cassa Nazionale di Previdenza per la vecchiaia e per la invalidità degli operai, percorrendo una carriera amministrativa di successo che lo vedrà ricoprire ulteriori incarichi in opere di beneficenza e previdenza: è infatti tra i fondatori dell’Unione Lombarda per la pace e per l’arbitrato internazionale e dal 1881 è a capo della Commissione Centrale di Beneficenza della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.

Nella vita pubblica della sua città e del Paese si distingue come consigliere provinciale (1869-1873; 1876-1885) e comunale (1870-1889), assessore comunale supplente (1873-1875), deputato al Parlamento (1874-1876), sindaco di Cuggiono (1877-1889), dove fa erigere un monumento in memoria del padre Francesco. Inizialmente affiliato al partito moderato, nel 1876 aderisce alla maggioranza di governo della Sinistra storica di Depretis, ottenendo la carica di senatore; pochi mesi prima è designato presidente del Credito fondiario della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, incarico che manterrà fino alla morte ottenendo un “meraviglioso incremento” dell’Istituto, come ricorderà il sindaco di Milano Giuseppe Mussi.

Per le sue doti e competenze è insignito delle onorificenze di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia (1880), benemerito dell’amministrazione comunale di Milano, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1875) e Commendatore dell’Ordine (1892) con la motivazione di essersi procurato “grandi benemerenze come pubblico amministratore”.

Aldo Annoni viene inoltre considerato a lungo dal partito radicale proprio candidato alla carica di sindaco della città di Milano, ma nel 1895, a causa dell’ostruzionismo dei socialisti che individuano un conflitto di interessi nella sua funzione di presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, non viene rieletto nel consiglio comunale; decide quindi di ritirarsi dalla vita politica militante, restando consigliere provinciale per il mandamento di Magenta.

L’interesse verso le classi meno abbienti di cui si è accennato e il rispetto della tradizione della beneficenza caro all’aristocrazia ambrosiana lo sollecitano a effettuare numerose donazioni: ad esempio nel 1872, in occasione della morte del padre, elargisce 5.000 lire ai poveri infermi e vergognosi della parrocchia di San Nazaro. Nel suo testamento del 12 maggio 1893 tra i molteplici legati a favore di congiunti, amici e istituzioni di beneficenza dispone l’erogazione di 10.000 lire ai bisognosi delle parrocchie di San Nazaro e di Sant’Eufemia e ne assegna altre 30.000 ai “poveri delle altre parrocchie del Comune di Milano”.

Competente e appassionato d’arte, nel suo palazzo di corso di Porta Romana possiede una pregiata raccolta di quadri, in particolare di artisti di scuola lombarda; si interessa anche alla musica e alla recitazione: nel 1876 è esponente della Commissione direttrice del Teatro alla Scala in rappresentanza dei palchettisti, pochi anni dopo è membro del Comitato pel Teatro Drammatico italiano, presidente dell’Accademia dei Filodrammatici, nel 1893 non disdegna la presidenza onoraria del Comitato del Carnevalone Ambrosiano.

Dopo quindici giorni di malattia, Aldo Annoni muore celibe il 13 ottobre 1900 nella sua villa di Ello, vicino a Lecco, ed è sepolto nella cappella di famiglia a Capriano in Brianza. Privo di discendenza diretta, il suo cospicuo patrimonio – equivalente a circa sette milioni di lire, comprese le ville di Ello e di Cuggiono – è acquisito dal cugino Gian Pietro Cicogna Mozzoni, che negli anni seguenti affronta una vertenza legale promossa dalla contessa Lachincka-Chrapowicha di Varsavia, (discendente della nonna paterna di Annoni) e dalle sorelle Maria Concetta e Margherita Sanseverino di Napoli (nipoti della contessa Chiara moglie di Francesco Annoni), le quali contestano l’atto di legittimazione chiedendone l’annullamento: il Tribunale sentenzia a favore del conte Cicogna Mozzoni,  che otterrà così il risarcimento delle spese e il dissequestro giudiziario dei beni.

(testo di Lorenza Barbero)