Andrea Vergobbio (1774 – 1854)

Andrea Vergobbio, zio materno di Luigi Beltramoli, nacque a Milano il 20 giugno 1774, figlio unico di Defendente e Giuseppa Ajroldi; morì a Milano l’11 maggio 1854 di anasarca, cioè di un edema generalizzato della pelle, e fu sepolto al cimitero di Porta Comasina.

Dalle frammentarie notizie trovate, sappiamo che Vergobbio era celibe, possidente e abitava nella menzionata casa di via Broletto 20, acquistata nel 1793 dal padre. Nel 1797 fu arruolato forzatamente in una compagnia di Usseri per ordine di Napoleone, ma in seguito fu esonerato. Il padre Defendente era un commerciante di grani con negozio in via Broletto; infatti, risulta che, nel maggio del 1799, fornisse di grano, melgone ed avena le regie imperiali truppe austro-russe. La famiglia, originaria di Vergobbio vicino al lago Maggiore, possedeva alcuni beni a Caslino, Proserpio e Castelmarte, presso Erba, dove Francesco Maria Vergobbio, zio di Andrea, era filatore di seta.

Dal testamento del nipote Luigi Beltramoli (rogato il 9 agosto 1879 dal notaio Giovanni Moneta) si evince lo stretto legame nel panorama dei benefattori milanesi tra lo zio Andrea Vergobbio e il nipote Luigi Beltramoli. Infatti, nell’atto notarile Beltramoli – nel lasciare alla Congregazione di Carità la casa di via Broletto 20 e 21 (del valore di 204.988 lire) precisava che, poiché tanto il lascito della casa quanto i legati erano stati finanziati con le sostanze dello zio, queste donazioni avrebbero sempre dovuto figurare sotto il nome di Andrea Vergobbio o Eredità Vergobbio “con espressa proibizione che si faccia mai alcuna menzione onorifica in mio nome”. Pertanto, nel marzo 1880, la Congregazione di Carità, in esecuzione di tale volontà, stabilì che il busto in marmo commissionato allo scultore Donato Barcaglia rappresentasse Andrea Vergobbio e che “sulle tavole commemorative si [avesse] ad associare il nome di Vergobbio a quello di Luigi Beltramoli”.

(da Il tesoro dei poveri, pp. 237-238, testo di Giovanni Liva)