Carlo Borromeo Arese (1828-1889)

Carlo Borromeo Arese, conte di Arona, nasce il 21 febbraio 1828 a Milano dal conte Carlo (1787-1866), storico ed erudito, e da Maria Costanza d’Adda (1805-1841), a sua volta figlia di Febo e Leopolda Kevenhuller. È il quarto di nove figli: Elisa (1823-1883), Leopolda (1825-1846), rispettivamente spose del principe Achille Gonzaga (1822-1870) e del marchese Antigono Frangipane (1813-1877), Antonio (1826-1842), Enrico (1829-1890), marito della nobile Beatrice di Napoli (1853-1934), Carolina (1831-1854), moglie del conte Scipione Barbiano di Belgiojoso (1826-1899), Vitaliano (1834-1886), marito della nobile Filomena Padulli (1839-1889), Matilde (1837-1907) e Federico (1840-1896), coniugati l’una con il nobile Giovanni Uboldi de’ Capei (1834-1917) e l’altro con la nobile Virginia Prini (1839-1914).

Nel 1861 Carlo Borromeo Arese sposa la cugina in primo grado Costanza d’Adda (1842-1891), omonima della madre, figlia di Vitaliano e della marchesa Lomellini Lamba Doria, che eredita tutte le sostanze paterne e trasmette il cognome alla prole, dando così vita al casato dei Borromeo d’Adda. Dal loro matrimonio nascono sei figli: Febo (1862-1863), Carolina (1864-1925), Maria Giusta (1868-1949), rispettivamente spose del barone Giuseppe Bagatti Valsecchi (1845-1934) e del conte Carlo Emanuele Greppi (1860-1937), Febo (1871-1945), marito della principessa Orietta Doria Pamphili Landi (1887-1969), Costanza (1874-1923), Gian Carlo (1880-1965), coniugati l’una con il barone Roberto Casana (1864-1921) e l’altro con la principessa Ludovica Gallarati Scotti (1882-1963).

Gentiluomo d’onore della regina Margherita di Savoia, Carlo Borromeo Arese si occupa dell’amministrazione dell’ingente patrimonio suo e della moglie. Muore nella villa di Senago il 31 gennaio 1889; la sua salma viene tumulata nella cappella Borromeo a Oreno.

Nelle sue disposizioni testamentarie olografe del 14 febbraio 1883, pubblicate negli atti del notaio Gabrio Brivio il 6 febbraio 1889, il conte riserva una parte del cespite della sua eredità alla Congregazione di Carità di Milano: cinquanta lire a ciascuno “de’ poveri civili del primo Compartimento, e lire venticinque a ciascuno de’ poveri ordinarj del Compartimento Secondo una volta tanto”. La somma ammonta a un totale di oltre novemila ottocento lire; vengono inoltre destinate rispettivamente mille lire ai poveri delle parrocchie di San Francesco di Paola e San Giorgio al Palazzo.

(testo di Sergio Rebora)