Ermenegildo Castiglioni (1812 – 1896)

Ermenegildo Castiglioni nacque a Milano il 3 aprile 1812 da Nicola e Maria Finetti. A causa delle modeste condizioni economiche della famiglia, cominciò a lavorare giovanissimo prima del termine degli studi avviati nel seminario arcivescovile.

Iniziò come dipendente in una rivendita di vini e liquori, aprendo in seguito un’attività in proprio in piazza delle Galline n. 1701. Grazie ad una non comune intraprendenza, nel volgere di alcuni anni riuscì ad ampliare il giro d’affari al punto di diventare uno dei principali imprenditori del settore e dedicarsi anche alla produzione diretta in due stabilimenti a Milano e a Barletta. Imprenditore poliedrico, si dedicò con successo, fin dal 1850, al commercio di cascami di seta, aprendo in seguito una propria filanda.

Oculato amministratore di un patrimonio milionario, ne investì una significativa quota nel settore immobilare, promuovendo pure la costruzione di imponenti edifici capaci di segnare il volto della Milano del suo tempo. A lui si deve infatti la realizzazione di un intero quartiere di case d’affitto, ideato da Cipriano Borioli, nei pressi dello scalo merci di Porta Garibaldi. Nella stessa zona, dove aveva trasferito fabbrica e magazzini, scelse di stabilire la sua residenza cittadina, in corso Garibaldi n. 8, mentre per la villeggiatura acquistò una sontuosa dimora a Induno Olona, nel Varesotto.

Democratico e repubblicano, fu amico personale del fondatore della Giovine Italia e di altri protagonisti dell’età risorgimentale, tra cui Maurizio Quadrio, in memoria del quale, nel 1886, fece edificare, sempre su progetto di Borioli, un asilo infantile tuttora esistente nell’omonima via (già via Mazzini).

Fu anche un munifico benefattore di numerose istituzioni assistenziali milanesi, alle quali, alla sua morte, destinò cospicui legati: 300.000 lire all’Ospedale Maggiore, 100.000 al Pio Albergo Trivulzio, 100.000 al Pio Istituto Rachitici, 100.000 al Pio Istituto di maternità, 100.000 alla Pia Associazione di previdenza baliatica, 60.000 all’Asilo Maurizio Quadrio, 50.000 alla Società di patronato degli adulti liberati dal carcere, 50.000 al Comitato promotore degli ospizi marini per gli scrofolosi poveri di Milano, 50.000 alla Poliambulanza delle specialità medico-chirurgiche, 500 alla Congregazione di carità di Induno Olona e 1000 all’asilo infantile.

Sempre grazie ad un suo legato di 100.000 lire, nel 1899, gli Asili Notturni Lorenzo e Teresa di via Sottocorno, di cui era stato socio perpetuo, vennero dotati di uno stabilimento docce aperto anche agli utenti esterni.

Non si sposò e non ebbe figli naturali, adottò però i fratelli Angelo, Giuseppe e Pietro Marazzi, che gli premorirono. Erede universale della sua fortuna fu allora il figlio del primo, l’ingegnere Ermenegildo, che associò al cognome Marazzi quello di Castiglioni ed è ricordato nella storia dell’architettura milanese per avere commissionato il suo palazzo di Corso Venezia all’architetto Giuseppe Sommaruga, che ne fece l’emblema dell’Art Nouveau in città.

Morto il 25 dicembre 1896, Ermenegildo Castiglioni venne sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, in una tomba ornata dallo scultore Ernesto Bazzaro.

(testo di Maria Cristina Brunati)