Gerolamo Aquilino Languiller nasce a Milano il 29 gennaio 1805; il padre Nicola (1769-1825), figlio di Pietro Paolo e di Teodolinda Airoldi, gestisce la ricevitoria dell’I. R. Lotto n. 2 sita in contrada del Bottonuto. Oltre a Gerolamo, dalle prime nozze contratte con la nobile Ortensia Piantanida ha i figli Carolina (1800-1828), Teodolinda (1801), Giuseppa (1803-1833), Ferrante Anselmo (1806-1857); dal secondo matrimonio con Petronilla Veroni nascono Giovanni (1808-1823), Marco (1813), Pancrazia Maura (1815) e Giuseppe (1818).
Il fratello Ferrante, sacerdote, nomina proprio erede universale l’Istituto dei Ciechi di Milano prescrivendo alcuni legati, tra i quali quello di una piccola quadreria, divisa tra il sacerdote Francesco Mangoni e la Pinacoteca Ambrosiana che riceve una “copia da Guercino e la regina Ester davanti a re Assuero”. Come risulta dai Ruoli Generali della Popolazione del 1835, i fratelli Languiller svolgono professioni civili: Marco è “bigiottiere” o “negoziante” ma anche musicista presso il Teatro alla Scala (canta e suona il corno da caccia) e Giuseppe “sarto”, mentre Gerolamo svolge inizialmente il mestiere di “calzettaio” per poi subentrare al padre defunto nella carica di gestore della ricevitoria del Lotto.
Celibe, Gerolamo Languiller muore a Milano il 3 maggio 1866 nella sua abitazione sita al secondo piano dell’immobile di via Torino 55, a pochi passi dalla sede della Congregazione di Carità; le sue spoglie vengono tumulate nel Cimitero del Gentilino in una tomba sormontata da una semplice croce metallica.
Nel suo testamento olografo redatto il 9 aprile 1864 e pubblicato negli atti del notaio Rinaldo Dell’Oro il 5 maggio 1866, nomina proprio erede universale la Congregazione di Carità di Milano, riservandone l’usufrutto vitalizio ad Angela Carretti fu Giuseppe vedova Uberti; alla stessa, residente nel suo stesso palazzo, lascia inoltre “per esimia assistenza diurna e notturna il mio spoglio personale e di casa compreso la mobiglia”. Nel 1867 la somma di 697 lire che la Congregazione dovrebbe esigere quale rimanenza spettante al defunto dalla eredità del consigliere Antonio Lugani (imparentato con la madre Ortensia Piantanida), viene assegnata ai nipoti del benefattore Carolina e Francesco Pirogalli, Maria ed Emilia Massaglia e Teodolinda Languiller con il consenso della usufruttuaria, la quale testifica “essere sempre stata intenzione del defunto Languiller di voler lasciare ai nipoti qualche regalia, ciò che la quasi subitanea morte, gli impedì di farne un atto su tale riguardo”. La sostanza di cui entra in possesso la Congregazione di Carità ammonta a 12.382,30 lire.
(testo di Sergio Rebora)