Giovanni Majno nasce a Milano il 10 luglio 1790 da Gilardo o Gerardo (1748-1822), ex frate e droghiere, e da Marina Fattorini, i quali dal matrimonio hanno anche la figlia Margherita (1787-1840). Segue la strada del padre diventando negoziante in coloniali con esercizio in proprio in corsia di San Giorgio 3337.
Deceduto a Milano il 18 febbraio 1866 nella sua casa di via Ponte Vetero 30 (già 1865), con testamento del 27 marzo 1862 pubblicato negli atti del notaio Francesco Valcamonica, Giovanni Majno nomina proprio erede universale il figlio Angelo (coniugato con Giuseppa Giacobbe), riservando alla sua seconda moglie, Giuseppa Buzzetti, ottomila lire e una pensione di tre lire al giorno; alle figlie Martina coniugata Biffi e Marietta vedova Sala spettano rispettivamente 30.000 e 20.000 lire. Altri legati minori vanno poi alla nuora Linda Villa, vedova del figlio Gerardo, e ai cugini Gerardo e Salvatore Majno fu Isidoro.
Nelle sue disposizioni testamentarie Giovanni Majno lascia infine ottomila lire a favore dei Luoghi Pii Elemosinieri, affinché i redditi di tale capitale vengano erogati in assegni mensili pari a dodici lire ciascuno a favore di “madri legittime, povere e di buona condotta, abitanti sotto la Parrocchia di Santa Maria del Carmine in questa città, le quali allattino ed allevino presso di loro, direttamente e personalmente i figli loro, e per lo scopo di tale allattamento ed allevamento fino alla età di un anno compiuto dei figli medesimi”.
Il suo patrimonio, il cui valore complessivo ammonta a oltre 870.000 lire, comprende otto case d’affitto con botteghe a Milano, delle quali sette a Porta Comasina nelle parrocchie di San Carpoforo e San Simpliciano e una a Porta Nuova nella parrocchia di San Bartolomeo; fondi agricoli con casa da massaro nei territori di Settimo (ora Settimo Milanese) e Arluno, oltre a una casa di villeggiatura a Cicognola, ora frazione di Sabbioncello presso Merate, in Brianza.
(testo di Sergio Rebora)