Giovanni Vergani nasce a Milano il primo ottobre 1787 da Antonio e da Giuseppa Masiotti. Già frate cappuccino, viene poi ordinato sacerdote; abita in contrada del Durino 450 e dal 1836 risulta “addetto al clero” della parrocchia di Santo Stefano Maggiore in Milano, dove, secondo il parroco B. Bassi, “celebra quotidianamente la Santa Messa (…), frequenta con vera premura le funzioni parrocchiali, si presta nelle Domeniche, ed altre Feste all’insegnamento della Dottrina cristiana e tiene una condotta sotto ogni rapporto esemplare”.
Il 10 marzo 1841 viene nominato cappellano dell’oratorio dei Santi Fermo e Rustico in Cascine Doppie nei Corpi Santi di Porta Orientale, di nomina del Luogo pio della Carità e Monte Angelico amministrato dai Luoghi Pii Elemosinieri, carica rimasta vacante dopo la morte del precedente cappellano, il sacerdote Desiderio Graziani. Tra gli oneri dell’incarico vi è quello di celebrare duecentosessanta messe annue secondo i legati disposti a suo tempo dal sacerdote Giacomo Cesare Robbio, Giulio Zerbi, Carl’Antonio Uslenghi, Gerolamo Talenti da Fiorenza, Simone Mantegazza, Gabriele Iadoni, Carlo Giuseppe Cazzaniga e Margherita Migliavacca.
Dal 1860 risulta affetto da una grave malattia che non gli permetterà più la celebrazione della messa né le altre incombenze connesse alla cappellania. Giovanni Vergani muore l’11 maggio 1864 in Cascine Doppie.
Nelle sue disposizioni testamentarie redatte il 31 luglio 1863 e depositate presso il vicario della parrocchia di Santa Francesca Romana dei Corpi Santi di Porta Orientale, nomina sue eredi universali Antonia Crespi e Maria Matilde Colombo, quest’ultima sua domestica. Riserva inoltre ottomila lire alla Congregazione di Carità con l’obbligo di pagare ogni anno trenta lire al parroco pro tempore della chiesa di Santa Francesca Romana da distribuire ai poveri della parrocchia stessa.
(testo di Sergio Rebora)