Giuseppa Daniotti, detta Giuseppina (del cognome è nota anche la dizione erronea Taniotti), nasce a Milano l’8 maggio 1807 da Giuseppe e da Teresa Berta. Di condizione “agiata”, come indica lo Stato Civile, risiede in via Amedei 4, dove muore nubile il 24 agosto 1871.
Nel suo testamento del 28 luglio 1864 – registrato il 3 agosto seguente negli atti del notaio Paolo Migliavacca e confermato nelle successive disposizioni del 20 aprile 1871 trascritte negli atti dello stesso notaio a eccezione della designazione del proprio erede universale – riserva un legato di cinquecento lire al parroco della chiesa di Sant’Alessandro, sua parrocchia, da distribuirsi in elemosina ai poveri e cinquemila lire alla chiesa stessa per l’istituzione di un legato perpetuo di culto, consistente nella celebrazione di cento messe annue in perpetuo e un ufficio da morto il 15 novembre di ogni anno, in suffragio della sua anima e di quelle dei suoi genitori. Altri lasciti in denaro e in oggetti personali vanno ai cugini Carini, Berta e Daniotti e alla domestica.
Come accennato, nel testamento del 1871 indica un nuovo erede universale: al ragioniere Felice Buccellati, gratificato “anche in riconoscenza della assistenza prestatami nell’amministrazione dei miei affari”, subentra la Congregazione di Carità di Milano in qualità di erede universale delle sostanze della donna, ammontanti a quasi 36.000 lire in obbligazioni e titoli. Inoltre la benefattrice lascia cinquemila lire alla Direzione delle Scuole Notturne Maschili di Carità, condotte dalla Commissione dei parroci di Milano.
(testo di Sergio Rebora)