Giuseppina Augusta Mantegazza nasce a Milano nel 1815 da Augusto Mantegazza, appartenente a un’antica e nobile famiglia milanese, e da Angela Veratti, originaria di Varese.
Nel suo testamento olografo del 24 marzo 1886 rogato negli atti del notaio Giuseppe Noè, riserva un legato di 1000 lire in favore di operaie disoccupate, uno di 12.000 il cui reddito sia distribuito annualmente in sei doti per giovani di origine aristocratica orfane di madre e un lascito in favore dell’opera pia di mutuo soccorso per insegnanti elementari; alla Congregazione di Carità di Cassano Magnago lascia un immobile sito in quel comune.
Riservando l’usufrutto vitalizio al fratello Giovanni, avvocato residente in Varese, la benefattrice destina i suoi beni alla fondazione di una “casa di salute” semigratuita per donne nubili; tuttavia il patrimonio complessivo, ammontante a 138.453,62 lire e comprendente un diciottesimo della possessione della soppressa abbazia di Campomorto (di cui i Mantegazza, già compatroni, dopo il 1867 erano divenuti comproprietari), risulta insufficiente alla realizzazione dello scopo previsto. Viene quindi stabilito che fino a quando tale patrimonio non permetterà la fondazione e il mantenimento della istituenda casa di salute i redditi vengano erogati in forma di sussidi a donne nubili di condizione civile, prive di assistenza e bisognose di cure. Tali provvedimenti sono attribuiti a un ente morale eretto con decreto 30 giugno 1896, amministrato dalla Congregazione di Carità di Milano.
Nubile, Giuseppina Augusta Mantegazza muore a Milano il 25 giugno 1886 e viene sepolta presso il Cimitero Monumentale.
(testo di Sergio Rebora)