Giovanni Rizzi (1844-1925)

Aldo Mazza, Ritratto di Giovanni Rizzi, 1921
Aldo Mazza, Ritratto di Giovanni Rizzi, 1921 (Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico)

Giovanni Rizzi nasce da Pietro, possidente, e da Teresa Canevari a San Giuliano Milanese il primo giugno 1844, presso la casa padronale della Cascina Montone – Primavera, cospicua tenuta appartenente alla famiglia paterna situata tra Viboldone e Melegnano. Frequenta l’Università di Pavia dove si laurea in medicina nel 1868 e l’anno seguente viene ammesso all’Ospedale Maggiore di Milano in qualità di “praticante assumibile”. Presso l’antico nosocomio ambrosiano intraprende una lunga carriera professionale: diventa infatti medico chirurgo assistente nel 1872, aiutante nel 1874, primario nel 1882 presso l’Ospedale Ciceri o Fatebenesorelle e, attraverso tale ruolo, dal 1883 dirige anche il cosiddetto comparto contagiosi, allora attivo nei locali della Rotonda, oggi Rotonda di via Enrico Besana. Il fratello Emilio (1845-1914), ingegnere, è amministratore dei beni di famiglia dei conti Cavagna Sangiuliani, mentre Francesco (1851-1911) diventa proprietario di uno stabilimento per la fusione di caratteri tipografici.

Dopo essere stato collocato a riposo nel 1904, utilizzando i proventi della vendita della Cascina Montone – Primavera Giovanni Rizzi, primario medico emerito, dona un capitale di 100.000 lire all’Ospedale Maggiore con riserva di usufrutto vitalizio di 5.000 lire (istrumento 24 marzo 1905, notaio Tito Rosnati). Dieci anni dopo effettua un’altra donazione ammontante a 500.000 lire, di cui 470.000 in buoni del tesoro e 25.000 in contanti, riservandosi l’usufrutto solo sulla prima somma e a condizione che, una volta cessato l’usufrutto, venga a costituirsi la Fondazione dei fratelli dott. Giovanni, ing. Emilio e Francesco Rizzi, con apposito padiglione dotato di circa ottanta letti e con l’obbligo perpetuo di accogliere gratuitamente pazienti provenienti dal Comune di San Giuliano Milanese. Il benefattore impone inoltre che cessato l’usufrutto si corrisponda una somma massima annua di 2.000 lire in sussidi a degenti cronici poveri e convalescenti dello stesso Comune all’atto di uscita dall’Ospedale (istrumento 8 maggio 1919, notaio Demetrio Rosnati).

A tali donazioni il dottor Rizzi fa seguire quella di 260.000 lire in consolidato 5%, con riserva di usufrutto vitalizio in favore della cognata Anita Sacchetti vedova Rizzi in Secchi, deceduta nel 1924 (istrumento 2 marzo 1920, notaio Enrico Consolandi). Agli Istituti Clinici di Perfezionamento della regia Università di Milano il benefattore dona poi una somma di 291.000 lire destinata al completamento della costruzione della sede dell’Istituto di chimica biologica e terapia sperimentale, in via di ultimazione.

Celibe, Giovanni Rizzi muore a Milano il 4 aprile 1925 nella sua casa di via Durini 34; la salma verrà tumulata presso il Cimitero Monumentale in una tomba eseguita dallo scultore Armando Violi su incarico dell’Ospedale Maggiore. Nelle sue disposizioni testamentarie (istrumento 5 marzo 1924, notaio Angelo Carpani) nomina proprio erede universale l’Ospedale Maggiore, riservando alcuni legati a terzi, tra cui 100.000 lire ai Laboratori di chimica biologica e terapia sperimentale della Regia Università di Milano, 40.000 alla Facoltà Medica della stessa Università allo scopo d’istituire una borsa di studio triennale per un viaggio di studio all’estero e 15.000 all’Asilo Regina Elena per madri legittime povere di Milano. Il benefattore lascia inoltre 500.000 lire rispettivamente alla Cucina pei malati poveri, al Pane Quotidiano e ai Ricoveri Notturni gratuiti: tra gli Asili Notturni Lorenzo e Teresa Sonzogno, il Dormitorio Popolare e il Ricovero Notturno Gratuito Giuseppe Levi viene scelto quest’ultimo come destinatario del legato benefico dagli esecutori testamentari.

(testo di Sergio Rebora)