Orari dell'Università di Pavia

In cattedra. Illustri docenti all’Università di Pavia

Grazie al lavoro di inventariazione del fondo Comuni e Materie finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025, riemerge alla nostra attenzione un pregevole documento cartaceo a stampa che al giorno d’oggi sarebbe sostituito dalla pagina di un sito web. Antonio Scarpa (1752-1832), medico chirurgo e anatomista, nel suo ruolo di rettore dell’Università di Pavia edita l’orario “di pubblica istruzione” per l’anno “scolastico” dell’ateneo 1803-1804: siamo nel cuore degli anni della Repubblica Italiana, proclamata da Napoleone Bonaparte, che ne è presidente, in sostituzione della Repubblica Cisalpina, anch’essa satellite della Francia. Milano, la capitale, manca ancora di una università e quindi gli aspiranti matematici e fisici, medici e legali sono tenuti a spostarsi a Pavia dove operano tre facoltà presso cui si insegnano tali discipline.

L’ateneo può vantare un corpo docenti di tutto rispetto, a cominciare dal rettore Antonio Scarpa, in cattedra dal 1783 per nomina del Governo di Vienna: la sua notorietà scientifica di livello internazionale viene confermata dall’assegnazione della Legion d’Onore, massima onorificenza francese (ma quando nel 1805 la Repubblica sarà sciolta e trasformata in Regno d’Italia, Scarpa si dimetterà per protesta, venendo tuttavia, per la sua fama, subito reintegrato dallo stesso Napoleone). Non stupisce la prestigiosissima presenza di Alessandro Volta (1745-1827) nella Classe Prima, quella della Facoltà Fisico-Matematica, alla guida dell’insegnamento di Fisica Sperimentale: Scarpa e Volta sono uniti da una stretta amicizia ed effettuano insieme alcuni viaggi finalizzati alla frequentazione degli ambienti scientifici di Londra, Parigi e Vienna. La recentissima invenzione della pila procura in quegli anni onori e fama allo scienziato: per volontà di Napoleone nel 1801 l’Istituto di Francia gli conferisce una medaglia d’oro (1801), nel 1803 la Consulta di Lione lo nomina proprio membro (1803) e l’Istituto Nazionale Italiano di Bologna lo acclama presidente.

Nella stessa Facoltà in quel biennio operano altre celebrità del tempo. Giovanni Gratognini (1757-1836), professore di Matematica Applicata, svolge anche il ruolo di rettore durante l’assenza di Scarpa; il fiorentino Vincenzo Brunacci (1768-1818), allievo di Joseph-Louis Lagrange, insegna Matematica Sublime (calcolo infinitesimale), disciplina alla quale dedica un manuale in quattro volumi (1804-1807) e Lezioni di Idrometria, mentre l’ormai anziano e celebrato architetto veronese Paolo Pozzo (1741-1803) non fa a tempo a prendere servizio presso la cattedra di Architettura Civile e Militare, suo nuovo incarico: si spegne a Mantova il 18 dicembre dello stesso 1803.

La Facoltà Medica si fregia di altri famosi: Scarpa tiene per sé Clinica Chirurgica e Notomia Umana mentre Giuseppe Andrea Raggi presidia Clinica Medica, Lezioni di Medicina Pratica ed Analisi di osservazioni cliniche e Giuseppe Nessi (1741-1821), di Como come Volta, Istituzioni Chirurgiche e Ostetricia. Dal canto suo Bassiano Carminati (1750-1830), il quale da quasi vent’anni ha pubblicato i suoi studi sui succhi gastrici, insegna Patologia con Trattati Teorico-pratici; Botanica è affidata all’abate Domenico Nocca (1758-1841), che incrementa il numero e la varietà delle piante coltivate presso l’Orto Botanico. Docenti autorevoli sono inoltre Luigi Valentino Brugnatelli (1761-1818), amico e corrispondente di Volta e Giuseppe Mangili (1767-1829), direttore del museo scientifico, naturalista e anatomista succeduto a Lazzaro Spallanzani, insegnano rispettivamente Chimica Generale secondo li suoi Elementi di Chimica e Storia Naturale. Il modenese Giuseppe Jacopi (1779-1813), allievo, pupillo e stretto collaboratore di Scarpa, è promosso ancora giovanissimo al ruolo di docente di Fisiologia.

Resta la Classe Terza, occupata dalla Facoltà Legale. La cattedra di Diritto Civile è occupata dal nobile Pier Giorgio Biffignandi (1751-1806), insigne giurista originario di Vigevano mentre quella di Diritto, e Procedura Criminale è affidata a Tommaso Nani (1757-1813), criminalista di Morbegno, in Valtellina. Spiccano tra gli altri docenti della Classe Terza il patriota Adeodato Ressi (1768-1822), che insegna Economia Pubblica, Francesco Soave (1743-1806), filosofo e pedagogista di Lugano, professore di Analisi delle Idee. Il sacerdote e teologo bresciano Pietro Tamburini (1737-1827), che impartisce le lezioni di Filosofia Morale e Diritto Naturale, viene chiamato a Pavia dal suo conterraneo Giuseppe Zola (1739-1806), professore di Storia e Diplomatica e direttore della Biblioteca dell’Università, anch’egli aderente al movimento giansenistico.

(testo di Sergio Rebora)