Depliant ditta Zari

Parquets per tutti. Un campionario del 1875

Tra le pagine di un pregevole campionario illustrato di una ditta specializzata nella lavorazione del legno si nasconde la storia di una famiglia imprenditoriale lombarda che, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo ha compiuto una straordinaria ascesa sociale grazie all’eccellenza della propria operosità. 

Nel 1875 la Congregazione di Carità di Milano deve provvedere al rinnovo di alcuni ambienti dell’appartamento abitato dall’ingegner Antonio Maggioni, suo funzionario, nel palazzo di via Francesco Sforza 41, edificio del quale abbiamo già avuto modo di occuparci. Mentre Emilio Villa, “fabbricatore di tappezzerie in carta d’ogni qualità” fornisce il preventivo per la fornitura di due sale, rivestite rispettivamente una “con tappezzeria fondo blù e lana blù ed oro e l’altra “con tappezzeria fondo legno e rosso”, la ditta Zari & Comp. ne stila uno per sostituire con il legno il pavimento originariamente in cotto di una delle due stanze suddette: “pavimento impiallacciato sul modello 101 compresa l’armatura” dell’estensione di 18,83 mq.

Come documenta la carta intestata del preventivo, lo “Stabilimento per la Costruzione di Pavimenti a Parquets” produce “pavimenti massicci impiallacciati ed alla americana” ed è dotato di una “officina meccanica per ogni sorta di lavori in legno”, operando a Bovisio (oggi Bovisio Masciago) con deposito in corso di Porta Nuova 11 a Milano (poi trasferito in via Montenapoleone). Rispetto a quanto indicato nel documento, attraverso il consuntivo delle spese destinate ai lavori sappiamo che in realtà viene messo in opera il modello 92, dal disegno a losanghe non troppo diverso da quello scelto in precedenza. Il campionario illustrato di cui si è accennato nella introduzione presenta infatti tutti i modelli in produzione compresi tra i numeri 10 e 142 e tra 159 e 164, questi ultimi simili a grandi tappeti di gusto arabeggiante. I disegni presentati dal depliant restituiscono il grado di perizia tecnica e raffinatezza formale raggiunto dalla ditta Zari, che a quella data si è già aggiudicata tre medaglie d’argento alle esposizioni di Milano, Monza (1871) e Roma (1872).

Era stato l’ingegner Fermo Zari (1850-1913) a fondare a Bovisio, piccolo centro già agricolo a nord di Milano, uno stabilimento attivo almeno dal 1867 finalizzato alla produzione di manufatti in legno di svariate tipologie: arredi di piccole e grandi, pianoforti, serramenti e soprattutto, per l’appunto, pavimenti, divenuti questi ultimi il cavallo da battaglia della ditta: parquets di ogni forma, dimensione e disegno come si è visto, compreso il celebre “tappeto avvolgibile” di cui un esemplare ancora si conserva nella villa già Lurani a Bovisio, acquistata da Fermo Zari come residenza per la propria famiglia, ingrandita e abbellita con un gusto eclettico ancora oggi testimoniato dal suo assetto rimasto fortunatamente inalterato nel tempo.

Ampliata la produzione, durante la prima guerra mondiale la ditta, allocata in uno spazio urbano assai vasto (ottomila mq nel 1888), riconverte la propria attività all’aeronautica in collaborazione con l’imprenditore Gianni Caproni producendo i primi aerei italiani da bombardamento, tra cui il CA.33. Ma a Bovisio Masciago la famiglia Zari è stata a lungo protagonista assoluta della vita pubblica: Fermo ricopre la carica di sindaco tra il 1889 e il 1904 e dal 1910 al 1913, a lui nel 1929 verrà intitolata la nuova scuola elementare, edificata su un terreno donato dai figli Gian Claudio e Carlo, prosecutori della ditta, che aprirà ben presto rappresentanze nelle principali città d’Italia. E, nello spirito di quei capitani d’industria che come Cristoforo Benigno Crespi intendevano far diventare il proprio nome imperituro, Fermo Zari nel 1898 favorisce la installazione degli impianti di illuminazione elettrica nei paesi di Bovisio, Masciago, Cesano, Binzago, Varedo, Palazzolo, Paderno Dugnano, Senago, Limbiate e Mombello, attivo sin dal 1898.

(testo di Sergio Rebora)