Il primo nucleo del podere di Moncucco (località ora parte di Vernate, piccolo comune presso Casorate Primo a sud di Milano) perviene al Consorzio della Misericordia nel 1569 con l’eredità di Bianca Maria Del Maino, moglie di Luigi Marliani (istrumento 12 marzo 1566, notaio Gerolamo Gaffurio). La possessione consisteva allora in 479 pertiche di terreno, ripartite in campi, vigne e prati.
L’estensione del podere aumenta considerevolmente a partire dalla metà del Seicento: nel 1662 i fratelli Ludovico, Carlo e Francesco Landriani vendono al Consorzio circa 72 pertiche, con ragioni d’acque della roggia Mischia (istrumento 14 giugno 1662, notaio Giovanni Battista Lampugnani) mentre nel 1681 la Scuola di Nostra Signora del Santissimo Rosario presso la chiesa di Santa Maria della Rosa in Milano vende altre 90 pertiche nel luogo detto Molino vecchio (istrumento 28 giugno 1681, notaio Giovanni Battista Biumi). Risale al 1686 il cabreo della possessione Moncucco redatto dall’ingegnere Attilio Arrigoni, ancora conservato tra le carte d’archivio. Nel 1696 il Consorzio della Misericordia incrementa ulteriormente i beni attraverso l’acquisto di 352 pertiche di terreno dai fratelli marchesi Pietro Antonio, abati Francesco e Giuseppe e Ferdinando Lonati (istrumento 11 aprile 1696, notaio Paolo Maria Lomazzo).
La possessione si accresce anche sotto l’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri, che nel 1806 acquistano dal conte Francesco Crevenna (nato nel 1782, figlio di Paolo e di Giuseppa Barbò), oltre 167 pertiche comprendenti terreni con un caseggiato in loco (istrumento 15 marzo 1806, notaio Stefano Marinoni).
Vengono effettuate anche delle vendite: piccoli appezzamenti a Giuseppe Sfondrini e ai coniugi Zucca (istrumenti 20 maggio 1865, notaio Gabrio Sormani; 8 febbraio 1888, notaio Rinaldo Dell’Oro); nel 1905 è la volta del campo detto Chiappino del Molino ceduto ai sacerdoti Giuseppe Grossoni e Giacomo Passoni (istrumento 21 agosto 1905, notaio Giberto Bertoglio). Altri appezzamenti sono venduti nel 1939 e a più riprese nel 1953 e 1956, fino alla completa alienazione del podere nel 1992.
(testo di Sergio Rebora)