Pomi, uccelli, cimici e pulci

Una mano anonima, risalente con ogni probabilità all’inizio del diciottesimo secolo, trascrive su un foglio vagante, conservato nel fondo Comuni e Materie (di cui si sta concludendo l’intervento di catalogazione, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025) alcuni accorgimenti per “far stupire li circostanti” o, più praticamente, per risolvere piccoli ma fastidiosi problemi della quotidianità.

Si riferisce al primo caso, quasi un trucco da magia casalinga, la modalità indicata “per far correre un pomo da sé sopra una tavola”. Dunque, “si prenda un pomo, e si farà molti buchi in detto pomo, e si empiranno d’argento vivo, poi con la scorza medesima si torna a serrare detti buchi, che farà stupire li circostanti”: insomma, una mela con l’argento vivo in corpo.

Come fare a catturare gli uccelli – semplici passerotti sembra di capire – senza fare loro del male? Ecco la pronta risposta dell’anonimo: “Per li uccelli prenderli ubbriachi. Si mette a molle mondiglia di grano nel vino per ore 12, poi si fa asciugare all’ombra, poi di nuovo si rimette nel sugo di cicuta per 12 ore, poi si fa anche asciugare all’ombra e poi si getta alle passare a mangiare che si lascieranno pigliare facilmente e per poi guarirle dall’ubbriachezza, si fa bagnare il becco nell’aceto di suo piede”.

Il nostro anonimo passa poi ad affrontare un problema che a quei tempi doveva essere molto comune, lo sterminio dei parassiti. “Le cimici, e pulici muoriranno incontinente dell’erba se sono aspersi d’aceto forte, mescolato con succo di iusquiamo [il giusquiamo, pianta erbacea velenosa] e di acqua cotta con la cicuta, cioè erborin selvatico”. E se i fastidiosi insetti si fossero annidati negli ambienti domestici? “anche fregando le letterre del letto per le cimici con erba rutta, e foglie di sambuco sin tanto durerà l’odore dell’erbe, non regneranno le cimici, perché l’ho provato io, ed tanti altri, ed è infallibile. Ancora facendo infusione di coloquintida [la coloquintide, pianta erbacea purgante] nel oglio d’oliva per una notte, e fregando col detto oglio dove si giudicaveranno le cimici, subito anderanno via da quel luogo”. E nel caso i temibili parassiti dilagassero per la stanza, come fare a radunarle e colpirle insieme in una volta sola? Semplice, “per congregare le pulici tutte in un luogo si mette sangue di capretto sotto il letto, che le pulici anderanno tutte per mangiar il detto sangue”.

(testo di Sergio Rebora)