Quella scala in fondo al cortile
L’11 gennaio 1861, all’indomani dell’unità nazionale, il sacerdote Angelo Cattaneo, “cappellano scolastico” preposto dall’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri di Milano all’insegnamento presso la scuola maschile di Magnago, si rivolge alla Giunta Municipale del paese, situato a ovest di Busto Arsizio, affinché l’istituto sia provvisto delle tavole rappresentanti i pesi e le misure metriche, “onde così possa anche questa scuola uniformarsi ai vigenti, obbligatori regolamenti”.
A sua volta, il 30 gennaio successivo la Giunta inoltra la richiesta all’Amministrazione stessa, a Milano, “siccome che tutto il corredo della scuola, come a cagion d’esempio, le panche, tavoli, sedie, lavagna, quadri ed altro ivi esistenti è di privata ragione di codesti LL.PP., a cui l’aspetta anche l’onoranza pel maestro”. I Luoghi Pii Elemosinieri sono tenuti a ottemperare a tali necessità in base alle disposizioni impartite della Causa Pia Croce e procedono così senza difficoltà all’acquisto: del resto, come sottolinea il maestro Cattaneo, “la spesa è tenue”.
Nella pratica relativa all’acquisto dei materiali si conserva la relativa fattura, datata al 28 febbraio seguente, stilata dalla Litografia di Francesco Corbetta per la vendita di un Sistema metrico in sei tavole colorate e un libro sistemometrico, per un totale di 5 lire e 18 centesimi. Come si evince dalla carta intestata, la ditta è situata a Milano in contrada San Pietro all’Orto 907 (poi via San Pietro all’Orto 12). Nato a Monza nel 1815, Francesco Corbetta è figlio di Luca Corbetta (1781-1856), fondatore nel 1806 insieme a Francesco Pirola della prima tipografia di Monza, attiva fino al 1908; editore, disegnatore e litografo, dopo l’apprendistato presso Pietro Bertotti nel 1840 Francesco ottiene dal Governo l’autorizzazione ad aprire una propria stamperia litografica a Milano, città in cui si trasferisce. Tra il 1842 e il 1844 si associa al litografo Saturnino Brison (1791-1848), proseguendo in proprio successivamente alla morte di quest’ultimo almeno fino al 1870, data dopo la quale il suo nominativo non compare più nelle guide commerciali della città.
Tra le sue pubblicazioni più celebri si ricordano le Curiosità naturali e monumentali di Lombardia disegnate dal vero da Giuseppe Elena, serie di trentanove tavole stampate tra il 1852 e il 1853; La geografia in colpo d’occhio, trentasei tavole uscite nel 1853 e un grande mappamondo realizzato su disegno dell’ingegnere Gabriele Cagliani nel 1856 e transitato di recente sul mercato antiquario.
Grazie a una sorta di vignetta stampata sul verso della fattura inviata all’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri noi conosciamo l’aspetto della sede della Litografia Corbetta, situata in una strada completamente mutata attraverso trasformazioni urbane e danni bellici inferti durante la seconda guerra mondiale. Come in una scena appartenente alla pittura di genere di quel tempo secondo i modi di Domenico e Gerolamo Induno, siamo davanti all’accesso del palazzetto settecentesco situato al civico 907 dove un garzone in uscita con un involto sottobraccio indica a un signore e a suo figlio ancora bambino appena sopraggiunti l’ingresso alla Litografia Corbetta. La ditta si trova al primo piano dello stabile, in fondo al cortile dove si intravede uno “scalone” su cui si inerpicano altri clienti di Francesco Corbetta.
E così un luogo perduto per sempre e di cui mancano immagini fotografiche ritorna alla nostra attenzione in maniera molto vivida ed eloquente grazie a una semplice fattura di pagamento.
(testo di Sergio Rebora)