Un furgone per trasporto di valori del 1881

Le novità inattese che emergono dalle carte d’archivio non mancano di sorprendere ogni volta. Non ci si aspetterebbe di trovarsi di fronte a preziose stampe fotografiche all’albumina che raccontano dettagli dimenticati o sconosciuti della storia di Milano all’interno di un documento “arido” come il bilancio di una istituzione quale il Monte di Pietà.

E invece sfogliando il volume a stampa intitolato Notizie diverse sul Monte di Pietà in Milano e bilanci consuntivi 1879 e 1880, pubblicato dalla Tipografia Pietro Agnelli di Milano nel 1881, scorre davanti ai nostri occhi una serie di otto fotografie che, in apertura al libro, illustrano i testi e le tabelle che per oltre cento pagine consecutive ripercorrono e rendicontano l’attività dell’ente. Le immagini raffigurano il prospetto frontale dell’edificio in cui si trova la sede del Monte di Pietà, sito nella via omonima nei pressi del Palazzo di Brera, la planimetria e gli spaccati del grande complesso e un oggetto molto particolare: un modello in legno e altri materiali di una sezione dell’edificio che mostra i servizi tecnici di cui esso è dotato, per l’epoca particolarmente all’avanguardia: la motrice, l’ascensore, la pompa idraulica, i serbatoi d’acqua e gli scaffali in ferro.

La nostra attenzione cade tuttavia sull’ultima fotografia della serie, quella che illustra il nuovissimo furgone chiuso (lo immaginiamo blindato) utilizzato per il trasporto dei cosiddetti pegni dalle quattro succursali milanesi del Monte di Pietà alla sede centrale. La città era grande e per facilitare gli utenti, in precedenza erano infatti state aperte sedi minori dislocate nei vari sestieri: la prima in via Crocifisso 7, la seconda in via Alessandro Volta 7, la terza in vicolo di Santa Maria Segreta 7 e la quarta in vicolo Verziere 2 e via Cerva 1.

Osserviamo la fotografia: siamo in un angolo del cortile della sede del Monte, un palazzo quattrocentesco rimaneggiato da Giuseppe Piermarini alla fine del diciottesimo secolo in sobrie forme neoclassiche. Un palafreniere (o è il conducente stesso?) posa impettito a fianco del cavallo addetto al trasporto della curiosa carrozza-furgone cui sono affidati i beni di valore dati in pegno dai cittadini milanesi al Monte in cambio di denaro contante: purtroppo, mancando indicazioni a riguardo, non conosciamo il nome dello stabilimento fotografico che ha realizzato queste immagini.

La riscoperta del prezioso volume è stata resa possibile dal riordino del fondo Comuni e Materie finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025.

(testo di Sergio Rebora)