Un identikit del 1603

Una grida emanata il 21 marzo 1603 da Don Pedro Enríquez d’Azevedo y Toledo, conte di Fuentes de Valdepero, Governatore e Capitano di Milano su nomina di Filippo III di Spagna, allude a una vicenda storica che ricorda molto da vicino la dimensione romanzesca dei Promessi Sposi di manzoniana memoria: ne è protagonista il conte Francesco Barbiano di Belgiojoso, nato nel 1572 da Lodovico e da Barbara Trivulzio. Come i fratelli Giovanni Giacomo, Alberico e Galeotto, anche il nostro Francesco diventa soldato di ventura combattendo per il re di Spagna contro i francesi nelle guerre di Piemonte ma la sua fama è indissolubilmente dovuta a un truce episodio che lo vede protagonista: quello del rapimento di Lelia Bava, moglie di Pirro Salerno, patrizio di Pavia, occorso durante una rapina alla dimora dello stesso Salerno perpetrata dal conte insieme a sette complici del “rapto & robberia”.

Dopo essere stato sottoposto a confisca dei beni nel 1602, Francesco Belgiojoso insieme a quelli che viene spontaneo definire i suoi bravi il 10 marzo 1603 viene bandito da Milano per essere poi, con la grida emanata undici giorni dopo, colpito da una vera e propria taglia: a chi consegnerà il giovane conte alla giustizia vivo, ma anche a “chi l’ammazzerà così dentro, come fuori di questo Stato, ò consegnerà la sua testa, ò darà prove sufficienti d’haverlo ammazzato”, entro due anni spetteranno “sei mila ducatoni” sborsati a tale scopo da Pirro Salerno.

Segue nella grida l’elenco “de’ banditi”: oltre a Francesco Barbiano di Belgiojoso sfilano Nicolò di Lucca di Montefalcono detto il Forlano, Giovanni Ambrosio Gallerato cavalleggero della compagnia di Don Sanchio di Salina, Francesco Passera piacentino cameriere del conte Francesco, Giuliano de’ Marenghi detto il Rollo, Giovanni Domenico Busto “altre volte soldato della compagnia di Don Sanchio Salina”. Degli ultimi due, non essendo note le generalità complete, viene fornito una sorta di identikit: di Leonoro si dice che “è solito vestir di buffalo, di statura grande, non molto grasso, con barba chiara, faccia venusta, d’età d’anni 35 in circa solito abitare con detto Conte”. Giovanni Ambrosio è invece definito “giovine d’età d’anni 25 in circa, che comincia a punger barba, con faccia rotunda, solito vestir calce di veluto & conversare con detto Conte”.

Com’è andata a finire? Bandito da Milano, il Belgiojoso segue il fratello Gian Giacomo in Ungheria e in Boemia militando negli eserciti dell’imperatore Rodolfo. Morirà nel 1605 a Praga, assassinato per ordine del maresciallo Rosburm. Chiara Vittoria, l’unica figlia nata dal matrimonio con Anna Carcano (morta nel 1600), si ritirerà nel monastero di Santa Maria Maddalena dove risulta ancora viva nel 1668.

(testo di Sergio Rebora)