Un riutilizzo “gratulatorio”
Anni fa, effettuando operazioni di ricondizionamento dei documenti conservati in Archivio, gli operatori a cui è stato affidato il lavoro si sono accorti che nel passato erano stati utilizzati come dorsi per contenere i materiali alcuni ritagli di grandi fotografie di fine Ottocento e primo Novecento applicate su cartoni. Questi insoliti involucri dovevano originariamente essere grandi ritratti fotografici gratulatori o commemorativi di benefattori o amministratori della Congregazione di Carità, per ragioni non note tolti in seguito dalle cornici che avranno certamente avuto e declassati all’umile ruolo descritto.
Recuperati e ricomposti quando possibile, queste effigi si presentano oggi quasi tutte prive della indicazione dell’identità dei personaggi raffigurati. Una delle eccezioni riguarda il ritratto di una importante benefattrice, Marina Germani, vedova del dottor Carlo Dell’Acqua, riconoscibile in quanto la quadreria dei benefattori possiede un suo ritratto a olio a tre quarti di figura all’evidenza ispirato da questa fotografia. L’immagine, verosimilmente un ingrandimento da una carte de visite, presenta una frattura orizzontale lungo la sua lunghezza ma è priva di perdite e quindi, se unita nelle sue due parti, combacia perfettamente restituendo la figura imponente e autorevole dell’anziana benefattrice nella sua interezza.
Una curiosità: l’autore della fotografia e del dipinto sembrano essere la stessa persona. La prima reca infatti il timbro a secco dello stabilimento fotografico Spagliardi & Silo, attivo in Milano tra il 1865 e il 1888, i cui titolari sono identificabili nel pittore Cesare Spagliardi e in Giovanni Battista Silo, fratello di Antonio Silo, anch’egli pittore. Il secondo reca la firma dello stesso Spagliardi. Com’è noto, alle origini molti fotografi erano o erano stati in precedenza anche artisti. E non è finita, perché durante le operazioni di restauro del ritratto pittorico, attuato nel 1997, si è potuto appurare che la stesura a olio poggia su un supporto cartaceo: quasi sicuramente la stessa fotografia della benefattrice eseguita dallo studio Spagliardi & Silo.
(testo di Sergio Rebora)