Ivanoe Riboli nasce a Berzo San Fermo, in provincia di Bergamo, il 4 marzo 1949. Dopo avere svolto il servizio militare, nel 1969 s’iscrive all’Università degli studi di Milano e si laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico nel 1974; in seguito consegue il diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica rilasciato dall’Archivio di Stato di Milano.
A seguito di concorso pubblico, nel gennaio del 1973 viene assunto dal Comune di Milano come impiegato e alla fine dello stesso anno prende servizio presso l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, con sede nel Cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco. In parallelo, collabora in qualità di bibliotecario presso una delle biblioteche rionali della rete comunale durante i turni serali. Superato un ulteriore concorso, dal primo febbraio del 1979 ricopre il ruolo di “conservatore” sempre alla Trivulziana, dove svolge “mansioni direttive e di ricerca” in ordine alla conservazione della documentazione archivistica, all’istruzione del personale dipendente, alle manifestazioni culturali, alla redazione di repertori, inventari, cataloghi e svolgendo assistenza alla Direzione ma anche attività di consulenza al pubblico. In questi anni affianca la direttrice Giulia Bologna (1926-2024) non solo nelle molte attività dell’istituto – tra le quali vanno ricordate almeno le importanti iniziative culturali promosse in occasione del centenario Leonardo a Milano 1482-1982 – ma anche nella preziosa opera di formazione di migliaia di studenti svolta, quale assistente volontario della professoressa Bologna (cultore della materia), presso la cattedra di Biblioteconomia e bibliografia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Tra i suoi contributi scientifici prodotti in questo arco di tempo si segnalano La Biblioteca Militare del Presidio di Milano, Milano, Tipolito Uggè, 1981 e gli articoli compilati per la rivista della Trivulziana “Libri & Documenti”: Edizioni di Statuti conservati nella Biblioteca del Presidio Militare di Milano (secc. XVI-XVIII), (3, 1, 1977); Una lettera dell’abate Serassi ad Antonio Evangeli (4, 1-2, 1978, pp. 28-30); Manoscritti di interesse tassiano alla Trivulziana (7, 1, 1981, p. 64); Segnalazioni bibliografiche (8, 3, 1982, pp. 77-78); Le edizioni antiche della Biblioteca dell’Amministrazione delle II.PP.A.B. ex E.C.A. di Milano. Catalogo delle cinquecentine (14, 2, 1989, pp. 15-29).
Nel 1987 concorre al posto di direttore d’archivio presso l’Amministrazione delle Ipab ex Eca di Milano (oggi ASP Golgi-Redaelli) posizionandosi al primo posto della graduatoria; riceve quindi la nomina con delibera del 14 gennaio 1988 e decorrenza dal primo febbraio seguente succedendo a Bruno Viviano (1927-1994). Sotto la sua direzione e con l’assistenza del vicedirettore Marco Bascapè l’istituto conosce una fase di rinnovata vitalità rispetto al passato. Dal 1988 vengono infatti richiesti e ottenuti annualmente i contributi erogati da Regione Lombardia per la corretta conservazione e valorizzazione e il più ampio utilizzo da parte della comunità e degli studiosi degli archivi storici di pertinenza degli enti locali; ciò permette di avviare una nuova inventariazione dei fondi archivistici e di progettare la redazione di una Guida alla consultazione dei fondi stessi, che diverrà realtà venticinque anni più tardi. Dal 1991 viene inoltre introdotto l’utilizzo di una stazione di lavoro informatica da destinare alla produzione degli inventari e dei relativi indici e alla creazione di una Base dati locale avviando così l’informatizzazione sistematica della prassi lavorativa.
Nel 1992 l’Archivio promuove anche la catalogazione dei beni storico artistici appartenenti all’ente, dalle opere d’arte ubicate negli oratori campestri a quelle conservate nelle sedi amministrative e assistenziali, in primis la Quadreria dei benefattori; di tale patrimonio verrà iniziata anche una programmazione di restauri sotto la direzione della Soprintendenza competente.
Nel 1990 e nel 1995 l’Archivio organizza due rassegne espositive presso la Sala del Tesoro dell’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, in collaborazione con la Direzione dello stesso istituto. La prima di esse, dal titolo Milano con i poveri. Dalla Congregazione di Carità a oggi, promossa per celebrare il centenario della promulgazione della Legge Crispi del 1890, comprende documenti, opere d’arte e altri materiali ed è accompagnata da un catalogo e da una edizione in fac-simile degli Statuti miniati dei Luoghi pii elemosinieri. La seconda mostra, intitolata La generosità e la memoria. I Luoghi pii elemosinieri di Milano e i loro benefattori attraverso i secoli ripropone le figure di alcuni filantropi ambrosiani presentando documenti significativi e ritratti gratulatori appartenenti al patrimonio dell’ente, illustrati da saggi storici e storico artistici nel catalogo edito per l’occasione.
Della sua attività di studio e ricerca svolta negli anni trascorsi all’Archivio Storico delle Ipab ex Eca si segnalano gli interventi La casa di Lavoro Volontario a Milano e la Pia Casa ad Abbiategrasso (1784-1808) e, insieme a Marina Bonomelli, Le Pie Case di Industria e di Ricovero a Milano tra età napoleonica e restaurazione rispettivamente ai convegni Dalla carità all’assistenza. Orfani, vecchi e poveri fra Settecento e Ottocento (Milano, 20-21 ottobre 1992) e Milano e la Lombardia dalle riforme all’unità: cultura, religione e trasformazione sociale (Milano, 10-12 aprile 1997). Su incarico della Fondazione “Achille Marazza” di Borgomanero pubblica per Interlinea Edizioni di Novara la catalogazione dei seguenti fondi bibliografici a sua cura: con Monica Belotti, Paola Giustini e Carmen Palamini Le cinquecentine italiane della Biblioteca Molli conservate alla Fondazione “Achille Marazza”, vol. I (1991) e, insieme a Marina Bonomelli, Le cinquecentine della Biblioteca Molli conservate alla Fondazione “Achille Marazza”. Edizioni di Venezia, vol. II (1997).
Il 10 settembre 1997 ottiene il trasferimento per mobilità al Comune di Milano con decorrenza dal primo ottobre seguente, assumendo il ruolo di direttore dell’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana. Nel 1999 ospita la rassegna Volti e memorie: i 125 anni della Società Storica Lombarda curata da Cesare Mozzarelli (1947-2004) contribuendo al catalogo con il saggio Tra Archivio Municipale e Società Storica Lombarda: il caso esemplare di Ettore Verga. Tra le attività svolte durante la sua direzione si ricordano almeno la mostra iconografica e documentaria Cento anni dell’Archivio Storico Civico del Comune di Milano al Castello Sforzesco, allestita presso la Sala del Tesoro tra il 16 dicembre 2003 e il 1° febbraio 2004, e la rassegna Petrarca alla Trivulziana. Manoscritti ed edizioni a stampa dal XIV al XIX secolo, curata da Giancarlo Petrella nell’autunno del 2004.
Ivanoe Riboli ottiene il pensionamento nel giugno del 2006; in seguito svolge il ruolo di cultore della materia presso la cattedra di Filologia della letteratura italiana alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, collaborando con il professor Giuseppe Frasso, ed è membro del direttivo del CRELEB (Centro di Ricerca Europeo Libro, Editoria, Biblioteca), costituito nel 2007 dal professor Edoardo Barbieri presso la stessa Università, fin dalla sua nascita.
In questo ultimo periodo riprende attivamente anche l’interessamento alla storia del suo paese natale, a cui è rimasto sempre legato e dove ora risiede stabilmente. Dopo una collaborazione rimasta isolata a una miscellanea di storia locale (Berzo San Fermo – aspetti storici della comunità e del suo territorio, a cura di Mario Suardi e Andrea Zonca, Comune di Berzo San Fermo 1999), nel 2012, in collaborazione con Piero Rizzi Bianchi, cura l’edizione di una fonte significativa come lo stato d’anime d’epoca napoleonica (Anagrafe 1813, Comune di Berzo San Fermo 2012); s’indirizza inoltre verso lo studio del catasto storico e suoi microtoponimi, ma purtroppo il peggioramento delle condizioni di salute non permette la realizzazione di tale ricerca.
Celibe, muore nella casa di famiglia a Berzo San Fermo il 21 giugno 2024.
(testo di Sergio Rebora)