Cesare Giuseppe Geremia Francesco Branca nasce a Milano il 13 agosto 1852 da Carlo (1801-1865) e da Giovanna Cagnola (def. 1894); dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita nel 1877, diventa procuratore ed esercita la professione di avvocato con studio in via Ricasoli n. 2.
Uomo di ampia cultura, poliglotta, studioso di fisica, chimica e musica, amico di molti cittadini milanesi colti e socialmente impegnati, è consigliere del Consiglio di disciplina dei Procuratori e del Circolo filologico e autore di numerose pubblicazioni di carattere economico, tributario ed edilizio.
Amante della montagna e dello sci è ricordato come valente alpinista, tanto che pochi anni dopo il decesso, avvenuto a Milano il 15 giugno 1925, la sorella Giuseppina sovvenziona la costruzione di un rifugio a lui dedicato all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, di fronte al ghiacciaio dei Forni su uno sperone roccioso nei pressi del lago Rosole; la struttura, progettata dall’ingegnere Cesare De Micheli e inaugurata nel 1934, è di proprietà della Sezione milanese del CAI – Club Alpino Italiano, che nei decenni successivi provvede ad ampliarla e a dotarla di nuovi servizi.
Nell’estate 1893 il Consiglio Comunale di Milano nomina Cesare Branca consigliere della Congregazione di Carità in sostituzione del dimissionario Luigi Majno; il 24 agosto il Presidente Manusardi presenta il neo eletto “con gentili parole ai sig.ri Consiglieri intervenuti all’adunanza”, mentre nel dicembre 1896 esprimerà il suo dispiacere per la perdita, a seguito di dimissioni, della valente collaborazione dell’avvocato, augurandosi che “abbia a desistere dal suo odierno proposito” e che accetti “nuovamente il mandato in epoca non lontana”.
Negli anni del suo operato presso l’Ente, Branca si occupa con il collega Corrado Carabelli della vicenda giuridica dell’eredità Loria, s’interessa di pratiche di affrancazione, di accettazione di legati, di stipula di contratti assicurativi e di convenzioni rurali.
Conclusa l’esperienza alla Congregazione di Carità prosegue nella sua attività di avvocato. Nel suo testamento dispone un lascito di 200.000 lire all’Ospedale Maggiore, che affida all’artista Carlo Prada la realizzazione di un suo ritratto a figura intera.
La salma è sepolta al Cimitero Monumentale di Milano, accanto a quelle della madre e della sorella.
(testo di Lorenza Barbero)