Gli amministratori: XIX – XX secolo

Ignazio Prinetti

Ignazio Prinetti (1814-1867) partecipò attivamente alle vicende risorgimentali. Nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1860, fu Presidente della Congregazione di Carità dal 1862 al 1867.

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Alessandro Besana (1814-1897) fu consigliere della Congregazione di Carità dalla sua costituzione nel 1862 fino all’estate del 1865: s’interessò in particolare dei beni rurali, del riassetto delle finanze e del trattamento economico del personale dell’Ente.

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Carlo D'Adda

Carlo D’Adda (1816-1900) finanziò largamente la causa risorgimentale, insieme al fratello maggiore Giovanni, con cui condivideva gli ideali patriottici. Allontanatosi da Milano dopo i moti del 1848, vi fece ritorno nel 1850, facendo della propria casa uno dei centri più attivi di resistenza anti-austriaca, coadiuvato in questo dalla moglie, Maria Falcò Valcarcel Pio di Savoia. Nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1860, fu Presidente della Congregazione di Carità dal 1868 al 1886.

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Bernardo Locati

Bernardo Locati (1818-1876) con testamento del 1° giugno 1873 nominò erede universale la Congregazione di Carità (di cui era stato delegato), lasciando un patrimonio di oltre 82.000 lire con l’obbligo di devolverne la rendita in doti.

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Il conte Luigi Pedroli (1823-1899), patriota, militare e fondatore di società sportive, fu amministratore della Congregazione di Carità nell’ultimo decennio dell’800 con incarichi di rappresentanza nelle adunanze dei Consorzi delle Utenze e di sovrintendenza ai fabbisogni degli Istituti di Milano e di Abbiategrasso e della comunità di Magnago.

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Francesco Maria Sebregondi (1826-1888), conte, letterato, amministratore di diversi Enti lombardi e socio onorario di accademie culturali italiane, fu consigliere della Congregazione di Carità dal 1865 al 1869 con funzioni di delegato alla sorveglianza della Pia Casa di Abbiategrasso e con incarico di stilare accordi con la Giunta municipale per la realizzazione dell’Opera pia Baliatico e del nuovo Ricovero di Mendicità.

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Discendente dell’illustre storico milanese suo omonimo, Giorgio Giulini (1832-1892), fu amministratore di numerose istituzioni locali e presidente della Congregazione di Carità di Milano dall’aprile 1886 al gennaio 1891.

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Presidente della Deputazione provinciale di Milano per quasi un ventennio, dal 1899 al 1918, l’avvocato Paolo Manusardi (1837-1918) ricoprì importanti incarichi ai vertici di alcuni tra i più prestigiosi istituti assistenziali milanesi, compresa la Congregazione di Carità, di cui tenne la presidenza dal 1892 al 1899.

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Antonio Limonta

Monsignor Antonio Limonta (1843-1921), figura di spicco nella Curia ambrosiana, ricoprì per circa un ventennio la carica di membro della Congregazione di Carità. Il 17 dicembre 1912 donò all’Ente otto cartelle di rendita italiana per il valore complessivo di 55.000 lire, al fine di aumentare gli assegni erogati a poveri di condizione civile.

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Natale Zucchi

Natale Zucchi (1844-1903), laureato in legge a Pavia, esercitò la professione di avvocato, affiancandovi ruoli in ambito pubblico e in seno all’amministrazione di numerose istituzioni assistenziali milanese. Delegato e poi consigliere della Congregazione di Carità di Milano, ne fu Presidente dal gennaio 1899 al mese di marzo 1900.

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Brillante avvocato d’idee radicali vicino agli ambienti della massoneria milanese, Camillo Rognoni (1851-1907) fu presidente della Congregazione di Carità di Milano dal 1900 al 1905. Promosse la nascita dei Ricoveri notturni gratuiti “Giuseppe Levi”, che guidò fino alla morte nel 1907.

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Emanuele Greppi

Il conte Emanuele Greppi (1853-1931), discendente dalla nota famiglia di finanzieri lombardi, accanto a un’intensa attività politica (fu deputato, senatore, sindaco di Milano) coltivò anche profondi interessi culturali ricoprendo la carica di presidente della Società Storica Lombarda. Nel suo testamento del 16 agosto 1930 beneficò la Congregazione di Carità, di cui era stato Presidente tra il 1924 e il 1928, con il legato di una proprietà terriera in Porta Vigentina a Milano.

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L’avvocato Carlo Contini (1858-1920), impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori più poveri, è stato Consigliere della Congregazione di Carità dal 1905 al 1908, spingendo per una sua riforma in senso progressista.

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Cesare Nava (1861-1933), ingegnere architetto e uomo politico, rivestì anche importanti cariche amministrative private. Dal 1905 al 1908 presiedette il Consiglio d’amministrazione della Congregazione di Carità realizzando innovativi progetti e apportando modifiche di carattere tecnico, sanitario, previdenziale a programmi esistenti.

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Cesare Sarfatti (1866-1924) nel breve periodo della sua presidenza alla Congregazione di Carità si accordò con il Comune per la riorganizzazione dell’assistenza alla prima infanzia e per la realizzazione di una sede unica dell’Istituto Inabili a lavoro, promosse accordi con altre istituzioni benefiche cittadine in merito agli organici del personale e favorì l’allestimento di mostre dedicate ai benefattori dell’Ente, come mezzo di divulgazione dell’attività svolta a sostegno dei più deboli.

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Il professor Fabio Luzzatto (1870-1954) fu giurista, pubblicista e uomo politico. Combattente volontario durante la Prima guerra mondale fu insignito di medaglia al valor militare; antifascista, si rifiutò di prestare il giuramento di fedeltà al regime come docente universitario e, insieme ai figli, conobbe le persecuzioni razziali per le sue origini ebraiche. Fu consigliere della Congregazione di Carità tra il 1905 e il 1908.

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L’avvocato Ermanno Jarach (1872-1924) fu presidente della Congregazione di Carità all’inizio del 1924: sebbene in carica per pochi mesi riuscì a favorire l’assetto delle finanze dell’Ente, ad apportare modifiche nelle attività degli ospiti dell’Istituto Derelitti e a stimolare l’attenzione sull’operato della Congregazione nei confronti dei più disagiati.

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