Cesare Nava (1861 – 1933)

Cesare Nava

Originario di una famiglia di commercianti della piccola borghesia milanese, Cesare Nava nasce nel capoluogo lombardo il 7 ottobre 1861 da Leonardo e da Maria Bettali. Dopo gli studi scientifici si laurea in ingegneria civile; le sue prime esperienze di lavoro riguardano l’architettura sacra: a Milano progetta la chiesa e il convento di piazzale Velasquez, le chiese delle Angeliche in via Buonarroti, di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, di San Rocco (ora dedicata a Sant’Andrea) in via Crema e il rifacimento della facciata della basilica di San Babila.

L’intensa attività di progettista lo accompagnerà anche negli anni successivi, in cui rivestirà importanti incarichi di carattere pubblico e privato e sarà insignito di prestigiose onorificenze. Tra le opere a carattere civile si ricordano, in collaborazione con l’architetto Luigi Broggi, il palazzo della Banca d’Italia a Milano nel 1912, la sede della Cassa di Risparmio di Parma nel 1913 e la villa della regina madre a Bordighera nel 1914.

La presenza nell’associazionismo cattolico conservatore milanese segna la sua formazione politico culturale, indirizzata ad azioni in campo sociale, previdenziale e di assistenza.

Eletto presidente del Banco Ambrosiano nel 1898, incarico che manterrà fino alla morte, contribuisce con la sua gestione e con le modifiche apportate, all’incremento e allo sviluppo della stessa banca rispetto ad altri istituti di credito lombardi.

Nel 1905 è nominato alla presidenza della Congregazione di Carità di Milano: individua e agevola la realizzazione di progetti, apporta migliorie di carattere tecnico, sanitario e previdenziale a programmi esistenti.

In accordo con l’Ospedale dei bambini, l’ospedale Fatebenefratelli e l’Istituto di maternità promuove l’avvio di uffici di consultazione medica per “la sorveglianza sanitaria ed igienica sui lattanti”, sollecita la stesura di un regolamento e la creazione di ambienti idonei. Modifica il progetto originario dell’Istituto Derelitti, in costruzione in quel periodo in via Settembrini, dotandolo di una cappella, di un oratorio e di locali per il personale: prende provvedimenti nei confronti della ditta costruttrice, responsabile dell’impiego di cemento armato scadente nella realizzazione della struttura.

Sostiene l’adesione dell’Ente alla costituzione dell’Istituto delle Case popolari riservandosi modalità e quote di partecipazione, favorisce gli affitti diretti ai coloni del podere di Magnago, approva modifiche alle tabelle organiche del personale dipendente e al regolamento amministrativo ratificati nel 1903, incentiva la realizzazione e la consegna di medaglie di commemorazione ai dipendenti della Congregazione. Assegna alla ditta “Ing. Felice Comi e C.” di Milano le opere di costruzione di una lavanderia a vapore con annesso servizio di disinfezione, innovativi all’epoca, per rendere la Pia Casa di Abbiategrasso autonoma in questa attività.

Consapevole dell’inadeguatezza della sede del Ricovero di Mendicità amministrato dall’Ente, Nava intraprende studi preliminari per individuare un terreno adatto alla costruzione di un nuovo edificio e avvia trattative con il Comune per raccogliere i fondi necessari a sostenere la spesa. Focalizza l’attenzione su un appezzamento di 100.000 mq nel Comune di Musocco, ma le autorità cittadine gli offrono in alternativa un’altra area sempre nello stesso comune a prezzo vantaggioso e con l’elargizione di 200.000 lire a concorso delle spese da parte della Cassa di Risparmio; Nava preferisce incaricare l’Ufficio tecnico dell’Ente per la ricerca di altre zone adatte allo scopo, in modo da scegliere liberamente e secondo i reali bisogni del futuro Ricovero.

Concluso il mandato presso la Congregazione di Carità, continua la carriera politica a livello locale come consigliere comunale e a livello nazionale come deputato eletto per tre legislature consecutive. L’esperienza parlamentare si caratterizza per una serie di interventi in linea con la politica economica, prende provvedimenti per la revisione dei sistemi previdenziali, incentiva la ricostruzione del Mezzogiorno, promuove incontri di carattere culturale e attività di tipo assistenziale.

Notevole il suo contributo e lo slancio filantropico nell’opera di soccorso alle popolazioni calabro–sicule colpite dal terremoto del dicembre 1908, per le quali, in collaborazione con altri colleghi, stila il progetto del quartiere Lombardo di Messina, inaugurato due anni dopo il sisma.

Nella primavera del 1918 ottiene l’incarico di Commissario generale alle Armi e munizioni e l’anno seguente è responsabile del Ministero per la ricostruzione delle Terre liberate dal nemico.

Alle elezioni del 1921 è eletto senatore e tre anni dopo è nominato ministro dell’economia nazionale; in collaborazione con il ministro delle finanze, avvia riforme strutturali e propone l’istituzione dell’Opera nazionale dopolavoro, ente parastatale incaricato di organizzare il tempo libero dei lavoratori.

Nel 1922, nonostante l’impegno politico, ottiene due prestigiose cariche: è presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano per cui promuove la concessione, divenuta legge nel 1927, del diritto esclusivo dell’Ente all’uso del marmo di Candoglia, ed è presidente del Comitato esecutivo della Fiera di Milano, per la quale ricerca una sede adeguata e stabile, accordandosi con il Demanio per l’acquisto dell’area dell’ex Piazza d’Armi al costo di 7 milioni di lire pagabili in dieci anni e avviando i lavori per la costruzione dei primi padiglioni. A livello internazionale Cesare Nava è il primo italiano a ricoprire la carica di presidente dell’UFI – Union des Foires Internationales, associazione mondiale degli organizzatori dell’industria fieristica.

Muore il 27 novembre 1933 nella sua casa milanese di via Sant’Eufemia n. 19 ed è sepolto al Cimitero Monumentale.

(testo di Lorenza Barbero)