Giuseppe Carlo Sala (1886-1974)

Giuseppe Carlo Sala nasce a Segrate il 10 giugno 1886. Dopo la laurea in legge esercita la professione di avvocato fondando nel 1912 a Milano lo Studio Sala, che sarà poi gestito da tre dei suoi cinque figli.

Presidente del Circolo universitario cattolico San Severino Boezio di Pavia, iscritto all’Azione Cattolica fin dalla giovinezza, per venticinque anni è presidente del Consiglio superiore dell’Opera San Vincenzo; partecipa alla prima guerra mondiale come ufficiale di complemento, mentre durante il secondo conflitto è incaricato dal cardinale Schuster di soccorrere antifascisti, soldati alleati ed ebrei in fuga. Nel suo studio di via Borgonuovo confluiscono individui in cerca di aiuto, per i quali grazie a denaro e strutture elargite dal cardinale, Sala trova ricoveri, organizza spedizioni in Svizzera, gestisce note spese ed elenchi delle persone soccorse; arrestato dalla polizia di sicurezza tedesca con l’accusa di favoreggiamento è rinchiuso nel carcere di San Vittore, dal quale uscirà per intervento dell’arcivescovo vivendo in clandestinità fino alla Liberazione.

Alle elezioni comunali del 1946 è eletto consigliere; pochi mesi dopo viene nominato esponente del Comitato di amministrazione dell’ECA, gestendo i settori legale, personale e segreteria insieme ai colleghi Paride Accetti e Piero Galli. Durante il mandato partecipa alle Commissioni per l’assegnazione di locali in via Ponzio e per la sorveglianza dei Ricoveri Notturni, stipula con i fittabili nuovi contratti d’affitto, si dichiara favorevole all’adesione dell’Ente all’Associazione proprietari fondi rustici e instaura rapporti con la Curia per la costruzione della casa del cappellano a Vignate. In qualità di Consigliere del Personale dell’Ente si occupa della sistemazione dei dipendenti, degli addetti superflui, delle indennità e gestisce i rapporti con la REP – Rappresentanza elettiva del personale; nel luglio 1949, nominato assessore comunale rinuncia all’incarico all’ECA, ma su proposta dell’avv. Paride Accetti il Comitato stabilisce che il settore del Personale sia affidato all’avv. Giovanni Luzzi, affiancato da una Commissione permanente di tre persone, tra cui lo stesso Sala.

A conclusione del suo mandato il 17 novembre 1951, il presidente Vigorelli ricorda quanto “di grandissima utilità […] fu pure la collaborazione dell’avv. Sala […] nel settore tanto delicato delle questioni che interessano il personale e in altri importanti compiti […] deferiti dal Comitato”.

Terminato nel 1956 l’incarico politico in Comune è designato presidente degli Orfanotrofi Martinitt e Stelline e del Pio Albergo Trivulzio, attività che svolge per un decennio incrementando il patrimonio dell’Ente e progettando l’ampliamento degli istituti di accoglienza.

Insignito di onorificenze dallo Stato Italiano e dal Vaticano tra cui la medaglia d’oro dei benemeriti del Comune di Milano e della Provincia e nel 1955 la medaglia d’oro dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Sala – cultore del dialetto meneghino – definiva con modestia balunitt de savun, cioè bolle di sapone, i numerosi riconoscimenti ricevuti.

Giuseppe Sala si spegne a Milano il 27 febbraio 1974 ed è sepolto al Cimitero Maggiore; dal 6 marzo 2014 l’associazione Gariwo gli ha dedicato un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano, a cui si sono aggiunti negli anni riconoscimenti nello spazio verde del Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni di Bergamo e nel Giardino dei Giusti di Nichelino.

(testo di Lorenza Barbero)