Luigi Pedroli (1823 – 1899)

Luigi Pedroli nasce a Milano il 22 gennaio 1823 da Carlo e Anna Dal Verme; si laurea in giurisprudenza a Pavia e intraprende la carriera forense.

Nel 1848 partecipa alle Cinque Giornate e si arruola per combattere contro gli Austriaci; dopo l’amnistia rientra in Lombardia, dove svolge missioni per conto di Cavour e del movimento nazionale. Allo scoppio della Seconda guerra d’indipendenza è tra gli organizzatori della milizia civica.

Nel 1866 è nominato generale della guardia nazionale di Milano, incarico che conserverà fino allo scioglimento dell’istituzione; socio fondatore della Società Veterani 1848-1849, partecipa alle Commissioni per la realizzazione dei monumenti a Vittorio Emanuele II sul colle di San Martino e a Napoleone III a Milano. Gode di ampia fiducia negli ambienti politici cittadini e dopo l’Unità d’Italia ricopre diversi incarichi gestionali locali; è eletto consigliere comunale, presidente del Collegio Calchi-Taeggi e del consiglio d’amministrazione della banda municipale, compiti a cui “attende con sollecitudine, con passione”.

Sostenitore dell’attività fisica e sportiva, Pedroli favorisce l’istituzione e lo sviluppo di società ginniche e di tiro a segno; è tra i fondatori e presidente per oltre trent’anni della Società pattinatori di Milano, e riveste la carica di ispettore generale dell’insegnamento della ginnastica nelle scuole municipali.

Nel 1867 sposa Paola Dal Verme di Sanguinetto, da cui avrà sette figli; insignito di numerose onorificenze e attestazioni di stima, nel 1892 re Umberto gli conferma, “per i molti servigi resi […] al Paese e nelle amministrazioni pubbliche”, il titolo di Conte attribuito alla sua famiglia da Napoleone I.

Per le sue qualità di “uomo laborioso e coscienzioso” nel marzo 1886 il Consiglio comunale di Milano lo nomina consigliere della Congregazione di Carità, ma Pedroli – insieme ad altri designati – rifiuta l’incarico, che rivestirà invece dal novembre dell’anno successivo per quasi un decennio, fino alla cessazione del mandato per disposizioni di legge nel dicembre 1896, svolgendo anche le funzioni di Vice Presidente nei periodi di assenza del Presidente Paolo Manusardi. Pedroli è assegnato alla Commissione permanente speciale per l’erogazione della beneficenza e designato a rappresentare la Congregazione nelle adunanze dei Consorzi delle Utenze e della Società edificatrice di case per operai.

Riferisce in Consiglio sulle richieste ricevute dai direttori degli Istituti, Royer e Valori, e propone adeguati approvvigionamenti di generi alimentari, medicinali e presidi chirurgici, del vestiario, dei combustibili, oltre ad acquisti di materiali da utilizzare per le lavorazioni interne dei laboratori o per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle singole strutture; provvede al miglioramento degli ambienti con interventi ai singoli locali, agli arredi e con la posa di stufe per riscaldamento anche negli uffici della sede della Congregazione.

Il Consiglio approva gli accordi da lui intrapresi con il pedagogista Antonio Gonelli-Cioni, fondatore del primo Istituto italiano dei frenastenici a Vercurago, per l’invio di cinque ospiti della Pia Casa di Abbiategrasso nella struttura di cura lecchese.

Per rivitalizzare le finanze dell’Ente promuove la vendita di carta proveniente dallo scarto di atti d’archivio, l’investimento degli utili derivati dalla vendita del vino presso il Ricovero di Mendicità e l’affitto di locali di proprietà, come ad esempio la concessione in locazione annuale di alcuni spazi alla Senavra al Sottocomitato Verbano della Croce Rossa Italiana e di ambienti dell’edificio di San Vincenzo all’Autorità militare ad uso deposito; procura ai fratelli Parini di Abbiategrasso la conduzione triennale di un caseggiato con annesso prato, all’Annunciata, ad uso lavanderia.

Pedroli si occupa anche della popolazione di Magnago, secondo le disposizioni della Causa pia Croce: trimestralmente riceve l’approvazione del Consiglio per la somministrazione gratuita di medicinali ai poveri, favorisce l’introduzione del metodo froebeliano nell’asilo locale e l’acquisto di oggetti “necessari e indispensabili” per l’insegnamento, a condizione che la spesa non superi 200 lire.

In ottemperanza alle disposizioni di un’altra opera pia, quella dei Poveri infermi in San Simpliciano, si occupa della concessione del servizio di trasporto all’Ospedale Maggiore, tramite carretto, per i poveri delle parrocchie di San Simpliciano e dell’Incoronata.

Luigi Pedroli muore a Milano l’11 gennaio 1899: il necrologio del Corriere della Sera lo ricorda come “simpatica figura di patriota e di lavoratore”.

(testo di Lorenza Barbero)