Carlotta Clerici (1851 – 1924)

Carolina Irene Clerici, detta Carlotta, nasce a Milano l’8 aprile 1851 da Filippo e da Maria Molinari. La morte prematura dei genitori la costringe a trascorrere l’infanzia nell’orfanotrofio cittadino “La Stella”; conseguito il diploma di maestra elementare, insegna nelle scuole comunali.

Nel 1892 aderisce al Partito Socialista e l’anno seguente è fra i promotori della Sezione Maestre e Maestri della Camera del Lavoro; partecipa al movimento mutualistico ed è la prima presidente della Società di mutuo soccorso “Concordia e previdenza”, voluta da ex orfane per assistere le giovani dimesse dagli Istituti cittadini di beneficenza. Successivamente è consigliere della Federazione italiana delle Mutue e nel 1897, con Linda Malnati e Anna Kuliscioff, costituisce il movimento femminile socialista.

Nel corso della sua attività si dedica all’organizzazione e alla sensibilizzazione del proletariato femminile in ambito sociale, politico ed educativo; sostiene la necessità dell’educazione e dell’istruzione delle donne, s’impegna nell’attivazione delle Casse di maternità, nel miglioramento delle condizioni delle lavoratrici, nell’assistenza ai disagiati con particolare attenzione all’infanzia e si batte per il voto alle donne.

Nel febbraio 1900 per competenza e impegno è nominata dal Consiglio Comunale di Milano ad amministrare le Opere pie cittadine; delegata a gestire l’orfanotrofio femminile “La Stella” e luoghi pii annessi, propone la riforma degli educandati per favorire i contatti delle orfane con il mondo esterno e permettere loro nuovi sbocchi professionali con la frequenza alle scuole pubbliche o a vari apprendistati. Promotrice dell’esperimento dei nuclei familiari per le orfane adulte è la prima donna, con Argentina Altobelli, a far parte del Consiglio superiore del Lavoro.

Nell’estate 1914 è designata Consigliere della Congregazione di Carità di Milano, carica che ricopre quasi interrottamente fino ai primi mesi del 1924. Addetta alla beneficenza e rappresentante nella commissione erogatrice del lascito Citterio, si occupa in particolare dell’Istituto Derelitti, ossia dei fanciulli accolti presso il complesso di via Settembrini, ai quali si dedica con sollecitudine e concretezza, estendendo con successo la loro frequenza alle scuole professionali e migliorandone l’abbigliamento e gli ambienti. In particolare, nella primavera 1915 istituisce la sezione denominata Casa dei bambini, un asilo per minori di 6 anni, dotato di appositi arredi, basato sul metodo Montessori, attivo fino alla fine degli anni Trenta. Il suo operato è apprezzato dal Consiglio dell’Ente, che nel marzo 1923, in occasione della seduta inaugurale della presidenza di Cesare Sarfatti, le attribuisce il merito del “riassetto” della struttura, dovuto “in massima parte alle cure perseveranti e tenaci della Cons. Sig.ra Clerici”.

Dai primi anni Venti si ritira gradualmente dall’attività politica e per motivi economici è costretta a riprendere il lavoro d’insegnante.

Muore a Milano il 10 ottobre 1924 nella Casa di cura per impiegate e commesse di via Buonarroti; pochi giorni dopo l’avvocato Ottavio Pavia, Consigliere della Congregazione, la commemora ricordando “la sua opera indefessa, la sua chiara intelligenza, la sua provetta esperienza di educatrice e di filantropa”.

Il giorno dei funerali, svoltisi come da sua volontà in forma laica e semplice, una numerosa folla tra cui una rappresentanza di Derelitti, accompagna il feretro fino al Cimitero Monumentale.

(testo di Lorenza Barbero)

Casa dei bambini, 1916 (Archivio Fotografico ASP Golgi-Redaelli)