Pirro Aporti (1834 – 1911)

Pirro Aporti

Pirro Aporti, nipote del pedagogista abate Ferrante Aporti, nasce il 6 gennaio 1834 a San Martino dall’Argine (MN) da Fermo e Giuseppa Marini. Dopo la laurea in legge si stabilisce a Milano, dove prende parte attiva alla vita pubblica cittadina e con la moglie Adele Bizzozzero adotta Bice Orlandi.

Impegnato nell’amministrazione locale e provinciale riveste importanti cariche gestionali; dal 1877 è deputato nel collegio di Bozzolo per tre legislature consecutive ed è fautore di numerose proposte di legge per il miglioramento delle condizioni del popolo e dell’infanzia. Continua poi l’opera iniziata dallo zio pubblicando una monografia sull’educazione popolare e la scuola infantile italiana.

Accanto all’impegno politico esercita la professione forense a favore della fasce più deboli della popolazione; svolge un’intensa attività giornalistica finalizzata alla tutela della libertà di parola, pensiero, stampa e associazione e risulta tra i soci fondatori dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti; promotore di studi letterari, traduce testi dal greco e nel 1891 fonda il periodico mensile Il pensiero italiano, idealmente continuatore de Il Politecnico di Cattaneo.

Nel 1890 è designato consigliere della Congregazione di Carità di Milano, incarico che ricopre per tre anni fino alle dimissioni e che accetta nuovamente nel 1900 per un triennio, con funzione di Presidente in assenza del titolare Camillo Rognoni.

In entrambi i mandati è membro di commissioni interne, si interessa di beneficenza e di questioni giuridiche, sostiene l’estensione dell’assistenza elemosiniera nel circondario esterno della città e si oppone all’espulsione di degenti dal Ricovero di Mendicità in mancanza di persone in grado di provvedere al loro mantenimento. Durante il primo triennio si dichiara favorevole al ripristino del Servizio legale, a suo parere “utile e necessario” nonostante la presenza di esponenti giuridici tra i consiglieri dell’Ente.

Nel 1901 il Consiglio, accogliendo due sue proposte, delibera perché il Comune acconsenta a concentrare nella Congregazione i fondi speciali a scopo benefico e dispone l’istituzione di un apposito registro per annotare in ordine cronologico le disposizioni testamentarie a favore di enti assistenziali cittadini.

Dopo le dimissioni dall’incarico presso la Congregazione, Pirro Aporti prosegue l’attività politica e nel 1906 è eletto senatore.

Muore nella sua casa natale a San Martino dall’Argine il 30 giugno 1911 e  pochi giorni dopo il Parlamento ne ricorda “il valore, la modestia e le doti di mente e di cuore distinte.”

(testo di Lorenza Barbero)